venerdì 28 giugno 2019

I pronomi relativi



CHE

Che è un pronome relativo indeclinabile che può essere usato come soggetto o come complemento oggetto. Può far riferimento a persone, cose o situazioni.

Anna è una ragazza che piace a tutti (soggetto).
Anna è una ragazza che tutti conoscono (complemento oggetto).





CUI

Anche cui è un pronome relativo indeclinabile, però a differenza di che, si usa dopo una preposizione.

Ecco la canzone di cui ti ho parlato.
Questa è la ditta per cui ho lavorato.
Ti presento le ragazze con cui frequento il corso di tedesco.

La preposizione a può essere eliminata.

Noémi è la ragazza ungherese (a) cui scrive sempre delle email.

Cui posizionato tra l'articolo determinativo e il nome indica un rapporto di possesso, di appartenenza.

La scrittrice, il cui libro ha avuto così tanto successo, farà una conferenza all'università.
La Norvegia, la cui più grande risorsa è il petrolio, non pensa minimamente di entrare nella UE.






IL/LA QUALE, I/LE QUALI

Questi pronomi relativi possono avere funzione di soggetto e complemento indiretto, preceduti in questo caso da preposizioni. Sono utilizzati in un registro della lingua più formale e soprattutto nella lingua scritta.

Il signor Rossi, il quale ha sempre avuto problemi di insonnia, prende sempre un sonnifero prima di andare a letto = Il signor Rossi, che ha sempre avuto problemi di insonnia… Il signor Rossi, del quale mi parlavi ieri, è stato ricoverato ieri in ospedale = Il signor Rossi, di cui mi parlavi ieri…




CHI

Chi è un cosiddetto pronome doppio: in realtà si tratta di due pronomi, un dimostrativo (colui, quello) e un relativo (che). Non fa riferimento ad un elemento precedente della frase e il verbo che lo segue è alla terza persona singolare.

Chi dorme non piglia pesci.
Conosco chi ti può aiutare.




giovedì 20 giugno 2019

I due valori di MENTRE



MENTRE ha due valori:

Valore temporale
È successo mentre ero fuori città
Mentre camminavo pioveva.
Mentre esci fermati in libreria.
Parti mentre sei in tempo.
Ieri mentre ero in centro, ho incontrato Stefania.
Mentre aspettiamo, possiamo ascoltare un po' di musica.
Ho conosciuto mia moglie Mentre frequentavo l'ultimo anno del liceo.





Valore avversativo
Sei scappato mentre avresti dovuto affrontarlo.
Ti lamenti mentre dovresti esser contento.
Le case in vendita sono molte, mentre quelle in affitto sono troppo poche.
Dormi, mentre dovresti studiare.
La pasta era molto buona, mentre il pollo era un po' salato.
Mentre tu sei gentile, tuo fratello è davvero sgarbato!

venerdì 7 giugno 2019

Quando si usa la virgola?



Il Professore Patota ci spiega in questi video quando si usa la virgola.



Quando non va messa la virgola?

Come si usa il punto e virgola?




Il punto e virgola è un segno di punteggiatura che viene usato per collegare concetti affini, rendere più elegante il tuo stile di scrittura e far risultare più ordinati e ricercati i tuoi scritti - se lo usi a dovere! Se ti interessa sapere come usare correttamente questo - per molti, esoterico - segno di interpunzione, segui i consigli del Professore Patota!



Come si usa la virgola?

Gradi dell'aggettivo

I gradi dell'aggettivo


La qualità posseduta dall'aggettivo qualificativo può essere espressa in TRE GRADI DIVERSI:


GRADO POSITIVO Elegante
GRADO COMPARATIVO di MAGGIORANZA Lucia è più elegante di Marta
MINORANZA Marta è meno elegante di Lucia
UGUAGLIANZA Marta è (altrettanto/tanto) - (così) elegante quanto - come Serena
GRADO SUPERLATIVO RELATIVO Lucia è la più elegante di tutte
ASSOLUTO Lucia è elegantissima

Lucia è molto/veramente/tanto/assai elegante


Il comparativo


Comparativo di uguaglianza Luigi è (tanto) gentile quanto suo fratello.

Luigi è (così) studioso come me.
Comparativo di maggioranza Sono più giovane di lui.

La mia casa è più grande della tua.


Marco è più bello di Cristiano.
Comparativo di minoranza Ancona è meno grande di Milano.

Le mie scarpe sono meno comode delle tue.

Oggi Lina è meno simpatica del solito.


Utilizziamo di quando la parola che segue l'aggettivo è un sostantivo, un pronome, un avverbio non preceduti da preposizione.

Si usa più... di o meno... di quando la parola che segue l'aggettivo è un sostantivo, un pronome, un avverbio non preceduti da preposizione, dunque quando paragoniamo due sostantivi o due pronomi, non preceduti da preposizione e quando uno dei due termini di paragone è il soggetto della frase. Esempi:


  • La Germania è più popolosa della Catalogna.
  • Io sono più vecchio di te.
Si usa piùche o meno…che nei seguenti casi:


  • Paragone fra due aggettivi: Quella ragazza è più simpatica che bella.
  • Paragone fra due sostantivi (dove nessuno dei due è soggetto della frase): Mangio più verdure che carne.

  • Paragone fra due verbi: È più bello andare in vacanza che lavorare.
  • Paragone tra due complementi indiretti (nomi/pronomi preceduti da preposizione): Mi piace più mangiare al ristorante che in casa.
  • Paragone fra due avverbi: Meglio tardi che mai.



Il superlativo

Superlativo relativo:


  • Carlo è il ragazzo più intelligente (della classe)/(tra gli altri) (Cfr. comparativo: Carlo è più intelligente degli altri studenti.) Formiamo dunque il superlativo relativo aggiungendo l'articolo determinativo alla forma del comparativo.
Superlativo assoluto:


  • Carlo è molto/tanto/assai intelligente.
  • Carlo è intelligentissimo.
Il superlativo assoluto esprime un alto grado di una qualità, senza paragoni. Si forma anteponendo gli avverbi molto/tanto/assai all'aggettivo o aggiungendogli la desinenza -issimo.



Il superlativo assoluto si può anche formare ripetendo l'aggettivo:
  • Questo problema è facile facile
Comparativi e superlativi irregolari

Grado positivo Comparativo Superlativo relativo Superlativo assoluto
Buono Più buono/Migliore Il più buono/Il migliore Buonissimo/Ottimo
Cattivo Più cattivo/Peggiore Il più cattivo/Il peggiore Cattivissimo/Pessimo
Grande Più grande/Maggiore Il più grande/Il maggiore Grandissimo/Massimo
Piccolo Più piccolo/Minore Il più piccolo/Il minore Piccolissimo/Minimo