venerdì 3 dicembre 2021

Materiali per un corso di italiano B1

 

Facile facile. Italiano per studenti stranieri. B1 livello intermedio 

Insieme in italiano. Corso di italiano per stranieri. Livello B1

Dieci. Lezioni di italiano. B1

 

Nuovo contatto. Corso di lingua e civiltà italiana per stranieri. Livello B1

giovedì 25 novembre 2021

Il congiuntivo in forme impersonali


 Usiamo il congiuntivo con:

  • alcuni verbi ed espressioni impersonali:

Basta che se ne parli.
Bisogna che tu stia più attento a quello che fai.
Può darsi che tu debba ripetere l'esame.
Occorre che tu ti faccia vedere da un medico per quella ferita.
Serve che tu sappia tutti i dettagli.
Vale la pena che tu faccia quel lungo viaggio per niente?


  • verbi ed espressioni per indicare incertezza o indefinitezza:

Pare che Luca abbia la febbre.
Sembra che lei abbia ragione.
Si dice che Marta non stia molto bene.
Si raccontava che avesse perso i soldi in investimenti azzardati.

  • espressioni formate dal verbo essere + articolo + nome:

È un peccato che tuo fratello non sia potuto arrivare in tempo a teatro.
È uno scandalo che in Europa ci sia una povertà crescente


  • espressioni formate dal verbo essere + aggettivo o avverbio:

È importante che tu abbia un lavoro che ti renda contento.
Non è giusto che si faccia spettacolo di certe vicende.
È strano che tu mi abbia visto alla spiaggia perché non sono uscita.
È bene che tu ti assuma le tue responsabilità.
È incredibile che tu voglia ancora parlarmi
È male che la nostra squadra non abbia vinto quella partita importante domenica.

giovedì 11 novembre 2021

I tempi passati dell'indicativo

I tempi passati dell'indicativo


IMPERFETTO

Esprime un’azione o una condizione passata nel suo svolgersi o nel suo ripetersi, senza precisarne l’inizio e la conclusione.

Da ragazzo leggevo solo fumetti.

 

PASSATO PROSSIMO

Indica eventi, esperienze e fatti conclusi, considerati secondo l'aspetto perfettivo. Questo significa che mentre l'imperfetto indica una situazione, uno stato o comunque un evento durante il suo svolgimento nel passato, il passato prossimo visualizza l'azione come un evento compiuto.

Adesso ho finito il lavoro.



TRAPASSATO PROSSIMO

Indica la compiutezza oppure l'anteriorità temporale di un evento rispetto ad un momento passato.
Ieri ho ricevuto quello che avevo chiesto il giorno prima.

Quando siamo arrivati alla stazione, il treno era partito da cinque minuti.

 

PASSATO REMOTO

Indica avvenimenti dall'aspetto verbale puntuale anziché duraturo e considerati come compiuti in un passato considerato psicologicamente come lontano, povero di rapporti espliciti con il presente (inteso come il momento dell'enunciazione), il che lo distingue dal passato prossimo.

Galileo scoprì le macchie solari. 

 

TRAPASSATO REMOTO

indica fatti che si sono svolti immediatamente prima di un momento indicato dal passato remoto.
Non è più usato nella lingua parlata ed è raramente presente nella lingua letteraria.

Dopo che Luisa ebbe sceso le scale, uscì dalla palazzina.


mercoledì 10 novembre 2021

Utilizzo del congiuntivo nelle frasi dislocate

Il congiuntivo nelle frasi dislocate

Quando la frase dipendente viene dislocata a sinistra è necessario usare il congiuntivo, anche se il verbo della frase principale non lo richiede.

Nella frase dislocata il congiuntivo può essere usato in tutti i suoi tempi verbali.

La dislocazione serve a dare enfasi al tema.



È risaputo che mio marito odia le verdure. (frase non dislocata)
Che mio marito odi
le verdure, è risaputo. (frase dislocata)

È risaputo che negli uffici italiani ci sono lunghe file.
Che negli uffici italiani ci siano lunghe file, è risaputo.

È risaputo che la cucina italiana sia una delle migliori al mondo.
Che la cucina italiana sia una delle migliori al mondo, è risaputo.

È noto a tutti che il calcio è
uno sport amatissimo dagli italiani.
Che il calcio sia uno sport amatissimo dagli italiani, è noto a tutti.


È evidente che in Italia ci si sposa sempre di meno.
Che in Italia ci si sposi sempre di meno, è evidente.

È chiaro che questa squadra può
vincere lo scudetto.
Che questa squadra possa vincere lo scudetto, è chiaro.

È palese che hai sbagliato.
Che tu abbia sbagliato, è palese.

È indiscutibile che oggi molte persone trovano difficile il perdono.
Che oggi molte persone trovino difficile il perdono, è indiscutibile.

domenica 31 ottobre 2021

La frase scissa



La frase scissa è un tipo particolare di frase relativa, che si presenta nel modo seguente:

Verbo Essere + nome o pronome + frase relativa
È                            
Laura che è venuta.
Sei tu che non vuoi parlare.
È questo che voglio vedere

Questo tipo di frase si chiama scissa, cioè "spezzata" o "divisa", perché si spezza una frase e se ne ottengo due al fine di mettere in evidenza qualcuno o qualcosa.

Frase unica Frase scissa  
  1 2
Laura è venuta.                 
È Laura che è venuta.
Tu non vuoi parlare. Sei tu che non vuoi parlare.
Voglio vedere questo. È questo che non voglio vedere.

 




Con la frase scissa possiamo focalizzarci su vari elementi.

Se l'elemento da evidenziare è un pronome soggetto, il verbo essere della frase principale deve concordare in genere e numero con il pronome.

- (Io) sono stato tutto il pomeriggio in biblioteca.
- Sono io che sono stato tutto il pomeriggio in biblioteca.


Se l'elemento da evidenziare non è un pronome soggetto, il verbo essere della frase principale sarà alla terza persona singolare.

- Paolo ha mangiato l'insalata con le mani.
- È con le mani che Paolo ha mangiato l'insalata.
- È l'insalata che Paolo ha mangiato con le mani.


- Andrea arriverà nei prossimi giorni.
- È nei prossimi giorni che arriverà Andrea.




La frase scissa negativa

La frase scissa può essere negativa, come negli esempi seguenti.

- Non avresti dovuto organizzare la gara.
- Non sei tu che avresti dovuto organizzare la gara.
- Non è la gara che avresti dovuto organizzare.


- Non hanno mangiato la pizza.
- Non è la pizza che hanno mangiato.
- Non sono loro che hanno mangiato la pizza.



I pronomi nella frase scissa
 
Se vogliamo evidenziare un pronome diretto o indiretto, bisogna usarlo nella forma tonica (me, te, lui, lei, Lei, noi, voi, loro):

- Piero ti ha visto.
- È te che Piero ha visto.
- È Piero che ti ha visto.


- Il romanzo non mi è piaciuto molto.
- È a me che il romanzo non mi è piaciuto molto.
- È il romanzo che non mi è piaciuto molto.




La frase scissa implicita

Nella frase scissa detta implicita, la seconda parte si costruisce con a + infinito:

- Mia madre va a lavoro in autobus.
- È mia madre che va a lavoro in autobus.
- È mia madre ad andare a lavoro in autobus.


- (Loro) mi fanno felice.
- Sono loro che mi fanno felice.
- Sono loro a farmi felice.


La frase scissa implicita è possibile solo se il soggetto del verbo della frase secondaria è lo stesso elemento evidenziato nella frase principale

Infatti, se vogliamo mettere a fuoco un elemento diverso dal soggetto della frase secondaria, dobbiamo necessariamente usare la forma che + verbo:

- Mia madre va a lavoro in autobus.
- È mia madre ad andare a lavoro in autobus.
- È in autobus che mia madre va a lavoro.


Inoltre, il verbo essere della frase principale  deve riprendere il tempo e il numero del verbo della frase subordinata, come nell'esempio:

- I bambini non cantavano. (imperfetto, 3a persona plurale)
- Erano i bambini a non cantare.
(Imperfetto, 3a persona plurale nella frase principale)






La frase pseudoscissa

Un'altra costruzione usata per mettere in risalto un elemento è la frase pseudoscissa, in cui la parte che vogliamo evidenziare è posta alla fine della frase principale e non all'inizio.

Le costruzioni principali sono

- frase subordinata: chi + verbo
- frase principale: verbo essere + elemento da evidenziare.

- Maria non vuole venire.
- Chi non vuole venire è Maria.


- Frase subordinata: quello/ciò che + verbo
- Frase principale: verbo essere + elemento da evidenziare

Maria non capisce il significato della parola "paradigma".
Quello che non capisce Maria è il significato della parola "paradigma".



Il "c'è presentativo"

Un'altra costruzione simile alla frase scissa è quella che prende il nome di "c'è presentativo":

- Frase principale: c'è/ci sono + elemento da evidenziare
- Frase subordinata: che + verbo

Rosa ti sta aspettando.
C'è Rosa che ti sta aspettando.

Una signora vuole parlare con te.
C'è una signora che vuole parlare con te.

Questo tipo di frase non può mettere in evidenza i pronomi.

Si ricorre a questo costrutto quando l'enunciato di partenza presenta due blocchi di informazione nuovi: Rosa + ti sta aspettando. Con il "c'è presentativo" si suddivide l'enunciato di partenza in due segmenti distinti, evitando così di concentrare troppa informazione in un'unica proposizione e favorendo in tal modo la ricezione del messaggio. Inoltre si mette in particolare rilievo il primo elemento, isolandolo dal resto della frase e inserendolo nella struttura c'è ... che.

venerdì 15 ottobre 2021

Uso di MAGARI

 

Uso di MAGARI

Magari, usato all'inizio di una frase, con il verbo al congiuntivo imperfetto,  esprime un vivo desiderio o una speranza:

Magari potessi andare a trovarti!
Magari fosse vero quello che dici!

“Vorresti fare un bel viaggio?” Magari!” 



Nel linguaggio familiare, magari introduce una proposizione concessiva con il verbo al congiuntivo:

Lo aspetterò, magari dovessi restare qui un giorno intero!
Andrò,
magari fosse l’ultima cosa che faccio.




Magari può anche equivalere a piuttosto, forse, anche, addirittura o perfino:

È capace di dirti magari di no.
Sarebbe
magari possibile vedersi stasera.
Magari la butto questa giacca, ma a te non la do.
Magari vado a chiedere l’elemosina, ma a lui i soldi non li chiedo.