lunedì 29 maggio 2017

Metti alla prova la tua conoscenza della lingua italiana

Prova il tuo italiano svolgendo uno dei nostri 18 test interattivi per valutare il tuo livello di conoscenza della lingua italiana.

I nostri test sono utili sia a stranieri che imparano l'italiano sia a italiani che vorrebbero perfezionare la loro madrelingua.

Ogni test è composto di 20 domande su grammatica e lessico. Al termine si ottiene una valutazione distinta in 4 livelli: principiante, intermedio, distinto e ottimale.

Vai alla pagina dei test!



venerdì 19 maggio 2017

Di solito, le proposizioni relative, introdotte da che, da il quale o da preposizione + cui, hanno il verbo all'indicativo:

  • Mangio quel dolce che mi piace.
  • Questa è la casa in cui vivo.

Le proposizioni relative che esprimono un desiderio, una richiesta, una possibilità o un’ipotesi richiedono il congiuntivo:

  • Vorrei conoscere persone che parlassero bene il tedesco.
  • Cerchiamo un tecnico che conosca il programma.
  • Si ammettono candidati che siano maggiorenni.
  • Colui che lo facesse, tradirebbe la nostra fiducia.

Quando la frase precedente introduce una domanda o contiene un superlativo relativo o un pronome
indefinito negativo, usiamo il congiuntivo:

  • C’è qualcuno che sappia coniugare bene i verbi?
  • È la canzone più bella che abbia mai sentito.
  • Non c’è niente che mi possa distogliere dallo studio.


Uso del congiuntivo

giovedì 18 maggio 2017


Una grammatica di base con esercizi indirizzata a bambini stranieri ed italiani dai 7 agli 11 anni.

Si presta ad essere utilizzata sia in classi di soli alunni stranieri che in classi plurilingue, che in autoapprendimento con la guida di un adulto (il testo è fornito di chiavi).

È un valido strumento per affrontare la grammatica in un modo giocoso e piacevole attraverso le storie fantastiche dei due bambini protagonisti, Giulia e Francesco.

L’impostazione didattica, coinvolgente e agile, stimola la curiosità e fa leva sulla fantasia dei bambini, permettendo loro di avvicinarsi all’argomento in modo ludico e leggero.

Ogni unità didattica affronta un argomento grammaticale in modo chiaro e comprensibile e propone esercizi di vario genere, anche questi caratterizzati da un’atmosfera di gioco e divertimento.

lunedì 15 maggio 2017


La costruzione di + infinito è facoltativa quando si tratta di una frase secondaria costruita con "che + indicativo". Si noti però che la frase costruita con "che + indicativo" è più enfatica, e pertanto è d'uso più raro.


  • Sapete che siete arrivate in ritardo?
    Sapete di essere arrivate in ritardo?
  • Dicono che hanno un cane molto bello.
    Dicono di avere un cane molto bello.
  • Dice che ha capito tutto quanto ha spiegato il professore.
    Dice di aver capito tutto quanto ha spiegato il professore.
  • Sono sicuro che andrò in Brasile il mese prossimo.
    Sono sicuro di andare in Brasile il mese prossimo.
  • Sapevate che eravate arrivate in ritardo?
    Sapevate di essere arrivate in ritardo?
  • Giovanni prevede che sarà promosso.
    Giovanni prevede di essere promosso.
  • L'imputato sostiene che è innocente.
    L'imputato sostiene di essere innocente.

Questa costruzione è obbligatoria solo quando la frase secondaria intodotta dalla congiunzione che dovrebbe avere il verbo al congiuntivo.


  • Pensate di essere arrivate in tempo?
  • Credono di avere un cane molto bello.
  • Crede di aver capito tutto quanto ha spiegato il professore.
  • Penso di andare in Brasile il mese prossimo.
  • Credevate di essere arrivate in ritardo.
  • L'imputato crede di essere innocente.
Per poter esprimere la propria opinione in italiano ci avvaliamo delle formule:

  • secondo me
  • a mio avviso
  • a mio parere
  • a mio giudizio
  • credo, penso, trovo, mi pare, ritengo + che + verbo al congiuntivo
  • sostengo, sono convinto + che + verbo all'indicativo

sabato 13 maggio 2017

Scrivere una virgola prima della congiunzione "ma" è giusto nella maggior parte dei casi. Serve per mettere in evidenza l'elemento che la precede:

  • Credevo di conoscerla, ma mi sbagliavo.
  • non solo gli offrì il conforto della sua amicizia, ma fu generoso di aiuti.
  • È un libro difficile, ma interessante.
  • Sarebbe bello, ma ho promesso ai miei di andare a trovarli al lago.
  • Non ho mai creduto che tu lo avresti fatto, ma sono costretto a ricredermi.
  • La giacca blu mi piace, ma preferisco quella verde.
  • Sto bene in salute, ma mi sento molto stanco.
  • È un atleta ben dotato, ma privo di temperamento. 
  • Poteva andare meglio, ma mi accontento.
  • Tutti quanti avrebbero preferito andare a Firenze e fare un salto a Pisa, ma io non ero d'accordo.

Solo quando la congiunzione "ma" è posta tra due aggettivi non serve usare la virgola:

  • Quella giornata, bella ma stancante, era finita.
  • Hai sbagliato: quella giacca non è blu ma verde.
  • L'accademismo si definisce come una scrupolosa ma inconcludente osservanza di forme e norme tradizionali nella cultura e nell'arte.

lunedì 8 maggio 2017



Per indicare che un'azione non è conclusa, ma continua, si protrae nel presente:

  • Ci pensi ancora?
  • Stavo ancora scrivendo.




Per indicare che un'azione non si era conclusa, ma continuò, si protrasse nel passato:

  • C'era ancora la lira allora.


Per indicare che un'azione non si è conclusa, ma continuerà, si protrarrà nel futuro:

  • Ci ameremo ancora fra vent'anni.


Fin qui, finora; per ora (in frasi negative o interrogative negative):


  • Non è ancora arrivato.
  • Non sono ancora pronti?



Fino ad allora; a quel tempo:

  • Non l'avevo ancora saputo.
  • Ero ancora molto giovane.

Un'altra volta, nuovamente, di nuovo:

  • La tua amica ti ha cercato ancora.


Perfino, anche (usato per rafforzare un comparativo):

  • Questo video è ancora più bello dell'altro.
  • Dobbiamo riuscire a fare ancora meglio di lui.


In qualche modo, bene o male (spesso ripetuto):


  • Lui ancora (ancora) ci riuscirà, ma gli altri?


Ti può interessare sapere come si usano gli avverbi ORMAI e ADESSO?

sabato 6 maggio 2017




Si può entrare direttamente in contatto con un'opera d'arte e si è spesso in grado di apprezzarla, senza necessariamente passare attraverso una mediazione o una preparazione culturale. Tuttavia, percorsi guidati che stimolino lo studente ad interagire con le opere d'arte e che forniscano nello stesso tempo gli strumenti per tentarne un'interpretazione critica accrescono sicuramente il piacere estetico e culturale di questa esperienza. L'accostamento alle opere - selezionate tra i dipinti, le sculture e le architetture più conosciute - avviene attraverso testi facilitati, arricchiti da un glossario specialistico, seguiti da attività linguistiche e da spunti per la riflessione. In ogni capitolo, grazie alle schede sugli artisti e alle note di approfondimento, lo studente trova anche le informazioni utili per comprendere il contesto nel quale le singole opere sono state prodotte e per metterle in relazione con la cultura del tempo. La facilitazione linguistica consente di proporre un viaggio artistico nell'Italia dell'arte attraverso la sua lingua che diventa veicolo e collante per lo studente di italiano.


venerdì 5 maggio 2017



Con valore dimostrativo-relativo; usato sia come soggetto sia come complemento):

  • Chi ha fatto ciò ha fatto bene.
  • Ho trovato chi mi può aiutare.
  • Regalalo a chi vuoi.
  • Non prendertela con chi non ne ha colpa.

Con valore indefinito-relativo:

  • C’è chi dice che sia ancora vivo. 
  • Non trova chi lo possa aiutare. 
  • Non c’è chi riesca a risolvere il problema. 
  • Può andarci chi vuole, chiunque.

Con sfumatura ipotetica o condizionale:

  • Chi mi ama mi segua.
  • Questo compito, (per) chi ci rifletta un po’, non è difficile.


Ormai e adesso
ADESSO

  • In questo momento, al presente, ora.
    Adesso sto studiando.
    Adesso lavora in un supermercato.
    Adesso andiamo al cinema.
    Adesso non posso, sto lavorando.
  • Poco fa, or ora.
    Ho mangiato proprio adesso.
    Arrivo adesso da Roma.
  • Fra poco.
    Dovrebbe arrivare adesso.

ORMAI

  • A questo punto, allo stato attuale.
    Ormai è tempo di decidere.
    Ormai questo colore non è più di moda. 
  • Per sottolineare l'inevitabilità di un'azione.
    Ormai non si può fare più nulla per lui.
    Ormai troppi anni sono passati.
  • Per sottolineare una quantità di tempo trascorso.
    Sono ormai due mesi che non lo vedo.
    Sono già le 22, ormai (siccome sono le 22) è tardi per andare al supermercato.
    Sono due mesi che lavora a questo progetto, ormai (dato che ci lavora da due mesi) dovrebbe averlo completato.
  • Allora, a quel punto (riferito al passato o al futuro)
    Quando arrivò era ormai troppo tardi.
    Quando leggerai questo messaggio sarà ormai mattina.




Ti può interessare sapere come si usa l'avverbio ANCORA?

giovedì 4 maggio 2017


Alcune regole di base:

  • b non si scrive mai doppia davanti al suffisso – ile: amabile, classificabile, improrogabile;
  • g non raddoppia mai davanti a – ione: regione, cagione, prigione, legione;
  • z non si scrive mai doppia:
    - nei nomi terminanti in – ione: masturbazione, vacazione, imprecazione;
    - nei nomi terminanti in – zia, – zie, – zio (malizia, polizia, giudizio, ospizio ecc.) e nei loro derivati (poliziesco, giudiziario, ecc.).
    A questa regola generale vi sono però alcune eccezioni: si scrivono con zz le parole: pazzia, razzia, razziale, carrozziere, tappezziere, corazziere, mazziere;
  • invece, la z si raddoppia sempre nelle parole composte con i suffissi: – ozzo, – uzzo, – izzare, e nei loro derivati: singhiozzo, tozzo, rozzo, merluzzo, puzzo, struzzo, organizzare, organizzatore;
  • la consonante iniziale di una parola raddoppia quando si unisce:
    - alle congiunzioni e, né, se, o (eppure, neppure, seppure, oppure);
    - alle preposizioni a, da, fra, su (alla, dapprima, frapporre, suddetto)
    - agli avverbi là, più, sì, così (laggiù, piuttosto, siffatto, cosiddetto)
    - ai prefissi sopra, sovra, contra (soprattutto, sopravvivere, sovrabbondante, soprannumero, sopralluogo, contraddire, contraccolpo)

Non si ha il raddoppiamento:

  • se la seconda parola che forma il composto inizia con s impura (cioè seguita da consonante): soprascritto, sovrastruttura, contrastante;
  • dopo i prefissi contro-, pre-, tra-, sotto-, intra- (controbattere, controluce, prevedere, precedere, trapiantare, sottoporre, sottobosco, intravedere, intramuscolare).
Che storia!
La storia italiana raccontata in modo semplice e chiaro. Semplicità senza banalità, per capire come si viveva in diverse epoche, chi comandava, perché si combatteva. Pochi nomi, pochissime date, tante idee per riflettere su questioni di ieri che sono spesso attuali ancora oggi. Per lettori italiani e stranieri che studiano italiano, giovani e adulti.

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Impariamo italiano!