martedì 9 aprile 2030

domenica 31 dicembre 2017

Sgrammaticando

Perché facciamo sempre più errori di italiano? Che hanno fatto di male alle persone il povero congiuntivo e l'infelice «h», che viene messa quando non si deve e tolta quando invece starebbe così comoda al suo posto? Vogliamo poi parlare di po', il troncamento della parola poco, in cui tanti risparmiano sull'apostrofo per scialacquare, magari, in un accento sulla «o» che non serve a nessuno? E apostrofi, accenti, doppie... Una delle strategie più comuni è spargerli a piene mani sulla pagina come petali di rose a una cerimonia, senza curarsi più di tanto di dove andranno a cadere, ma non è una strategia destinata al successo.

Tra scuola e università, e-mail, documenti, report di lavoro, stati Facebook e messaggi su WhatsApp, la forma scritta è sempre più importante nella nostra comunicazione quotidiana, e i nostri scivoloni grammaticali e ortografici si trasformano rapidamente in catastrofi sociali e professionali. In queste pagine scopriremo come evitare di cadere nei tranelli più comuni, come risolvere i dubbi amletici, come dare una rinfrescata al nostro amato italiano riportando alla memoria - e alla punta delle dita -regole comuni e dettagli curiosi in grado di farci apprezzare come mai prima la ricchezza della lingua. Un piccolo manuale che costituisce anche un indispensabile galateo social, per i molti che non vogliono arrendersi alla barbarie linguistica.


sabato 9 dicembre 2017

Al pozzo

Vicino al pozzo c’è una pazza
Che lava una pezza.
Arriva un pazzo con una pizza
e le offre un pezzo.
La pazza rifiuta,
il pazzo si infuria
e butta la pazza,
la pezza e la pizza
nel pozzo.

Vendesi doppie

Al supermercato delle doppie
Le letterine si vendono a coppie;
le puoi leggere sulle etichette
di barattoli e scatolette.
Non trovi mele, ma caramelle,
non ci son salami, ma mortadelle.
Il prosciutto non è crudo, ma cotto;
il pane? C’è solo il pan biscotto.
Se fra le doppie non ti sei smarrito
Ti auguriamo buon appetito.
Continua a girare tra gli scaffali,
farai pranzetti davvero speciali.




Filastrocca della “QU”

Ecco qui quattro fratelli
tutti belli, questi e quelli.
Li ritrovo tali e quali
nei quaderni e nei quintali,
nei quattrini e nei querceti,
in quaranta bimbi inquieti,
presso l’ aquila che ruota
quando scende a bassa quota,
nella quaglia e nel questore.
NON li trovo, invece, in cuore
nella scuola oppur nel cuoco
che cucina accanto al fuoco.
Filastrocca sull'H

La signorina H
E’ una lettera un po’ speciale
E al mondo non c’è uguale.
E’ discreta e silenziosa
E lavora senza posa.
Se sta davanti è muta
Ma, come, sempre aiuta.
Io HO due amici
Tu HAI tre mici
Maria HA due bambolotti.
Essi Hanno tre orsacchiotti.
Se alla fine la fai stare,
le vocali sa allungare…ah! eh! ih! oh! uh!
Una fame da streghe
Ho visto due streghe fare merenda:
che fame tremenda!
Venti chili di spaghetti lunghi lunghi,
tre sacchi di acciughe con i funghi,
tre oche piene di ghiande
e una porchetta con le unghie.
E senza cucchiaio, coltello e forchetta
Mangiavano in gran fretta.
Filastrocca sugli accenti

Nicolò sull’aereo salì
Per un bel viaggio partì
E quando l’ aereo decollò
Che gran divertimento provò!
Ben presto si addormentò
E di essere sulle nuvole sognò.
VA STA FA
VO STO FO
io mai accenterò.
Metterò su egli DÀ
l’accento che ci va.
Niente accento
su QUA QUI,
doppio invece su LÀ LÌ.
Per se stesso
accento il SÉ.
Se mi escludi accento il NÉ,
se mi accetti accento il SÌ
e sorrido tutto il DÌ.
Senza niente lascio il SU,
ha il berretto il signor GIÙ.
Per finire sopra il NO
Mai l’accento metterò!!!
SUL NUMERO TRE L’ACCENTO NON C’È
SUI COMPOSTI DI TRE, L’ACCENTO C’È!!!

SCRIVEREMO PERCIÒ: trentatré, centrotré , novantatré ….
Impariamo italiano!