martedì 9 aprile 2030

mercoledì 16 gennaio 2019



Anche se a milioni di italiani è stata insegnata la presunta regola che il pronome perde l'accento davanti a STESSO e MEDESIMO, scrivere sé stesso, sé stessi, sé medesimo e sé medesimi non è un errore. Anzi, i migliori grammatici italiani consigliano di scrivere sempre l'accento su .

Non si fida mai di sé stesso e tiene per sospetto tutto ciòche gli suggerisce la sua ragione.
"A sé stesso" è una poesia di Giacomo Leopardi scritta a Firenze nel settembre del 1833.
Si preoccupano di sé stessi.
Lo fanno per sé medesimi.
Chi stima sé stesso è al sicuro degli altri; indossa una corazza che nessuno può penetrare.
Rispettare sé stessi significa accettare e far crescere la propria essenza originale.




L'Enciclopedia Treccani usa sempre la grafia SÉ STESSO.


martedì 1 gennaio 2019



Filastrocca di Capodanno
Filastrocca di Capodanno,
fammi gli auguri per tutto l’anno.
Voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso sempre fresco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo dammi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
L’anno nuovo
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
O anno nuovo
O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?
Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;
controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.
Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.
(Gianni Rodari)

mercoledì 5 dicembre 2018



L’aggettivo MIGLIORE è il comparativo di "buono": più buono = migliore. 

Come tutti gli aggettivi, può precedere o seguire un sostantivo.

La mia migliore amica si chiama Stefania.
Il tiramisù di mia madre è il migliore del mondo!
Giorgio è il nostro migliore studente.

L’avverbio MEGLIO è il comparativo di “bene”: più bene = meglio.

Guida meglio, per favore! Ho mal di stomaco.
Mio padre cucina meglio di me.
Comportatevi meglio!


L’uso dell’avverbio meglio come aggettivo è tipico del parlato informale, e dunque è sconsigliabile nello scritto e nel parlato di una certa formalità:

I migliori anni
e non i *meglio anni.

domenica 25 novembre 2018




L'espressione tant'è vero che si usa per avvalorare quanto è stato detto precedentemente, portando nuove ragioni. 

Esempi:


  • Non sapeva ancora nulla, tant'è vero che (= prova ne sia che) ha continuato a lavorare come prima.
  • Non mi aspettavo una tua visita, tant'è vero che (= infatti) stavo per uscire.
  • Non sapevo nulla, tant'è vero che sono partito ugualmente.
  • Ti assicuro che quando sono uscito pioveva, tant'è vero che ho preso l'ombrello.
  • Faceva un caldo insupportabile, tant'è vero che mia figlia è svenuta.
  • Queste percentuali sono in aumento, tant'è vero che (= al punto che) tra le donne giovani l'incidenza sale al 20 %.





L'equivalente in inglese è so much so that:
  • He himself believed in freedom, so much so that he would rather die than live without it.
    Lui stesso credeva nella libertà, tant'è vero che avrebbe preferito morire piuttosto che vivere senza di essa.

giovedì 15 novembre 2018



Nuovo Contatto è un corso di lingua e civiltà italiana per stranieri che copre i livelli da A1 a C1. Ogni volume del corso si articola in: manuale per lo studente, sezione di esercizi, appendice di sintesi grammaticale. Si caratterizza per: 1) approccio lessicale: un'attenzione costante e strutturata allo sviluppo del lessico 2) a ricchezza dell'input, per favorire anche l'apprendimento passivo attraverso attività in cui lo studente è concentrato sul contenuto linguistico, e non sulla forma 3) temi significativi e di attualità, che riflettono la pluralità e la complessità dell'Italia contemporanea con un approccio che privilegia il confronto interculturale 4) possibilità di adattare il percorso alle esigenze del gruppo classe. Le unità si adattano ad essere percorse a strutturate in modo autonomo dall'insegnante.


Livelli A1-A2



Livelli B1-B2



Livello C1

sabato 10 novembre 2018



Un solido punto di riferimento per la lingua che cambia. La nuova grammatica di Luca Serianni e di alcuni tra i più autorevoli studiosi della linguistica italiana coniuga una trattazione esauriente e precisa con le esigenze dell’insegnamento scolastico. Il volume-base di Lingua comune comprende le parti sulla morfosintassi e sulle strutture della lingua e del testo. La trattazione si intreccia con l’ampia dotazione di esercizi di riconoscimento, analisi e produzione. La morfosintassi, in particolare, incorpora l’eserciziario di base, corredato di schemi e rubriche, indicazioni per l’analisi grammaticale, mappe di sintesi e verifiche formative. Sono inoltre presenti esercizi di recupero, di analisi grammaticale su tutta la morfologia, di analisi logica sulla sintassi. Una vivace rubrica, Italiano in movimento, fa il punto sulle trasformazioni della lingua e sul rapporto tra la norma e la fluidità degli usi. Scrivere bene. Il secondo, agile volume, Il libro di scrittura, è concepito come “spazio operativo” per guidare lo studente a mettere in pratica e potenziare le capacità di produzione di testi scritti (riassunto, tema, saggio breve ecc.). Alcune parti, come la sezione Un mondo di parole, integrano questa impostazione sul versante del lessico, abituando alla corretta comprensione e all’uso dei “mattoni” con i quali costruiamo il linguaggio.


Impariamo italiano!