domenica 31 dicembre 2017

Sgrammaticando

Perché facciamo sempre più errori di italiano? Che hanno fatto di male alle persone il povero congiuntivo e l'infelice «h», che viene messa quando non si deve e tolta quando invece starebbe così comoda al suo posto? Vogliamo poi parlare di po', il troncamento della parola poco, in cui tanti risparmiano sull'apostrofo per scialacquare, magari, in un accento sulla «o» che non serve a nessuno? E apostrofi, accenti, doppie... Una delle strategie più comuni è spargerli a piene mani sulla pagina come petali di rose a una cerimonia, senza curarsi più di tanto di dove andranno a cadere, ma non è una strategia destinata al successo.

Tra scuola e università, e-mail, documenti, report di lavoro, stati Facebook e messaggi su WhatsApp, la forma scritta è sempre più importante nella nostra comunicazione quotidiana, e i nostri scivoloni grammaticali e ortografici si trasformano rapidamente in catastrofi sociali e professionali. In queste pagine scopriremo come evitare di cadere nei tranelli più comuni, come risolvere i dubbi amletici, come dare una rinfrescata al nostro amato italiano riportando alla memoria - e alla punta delle dita -regole comuni e dettagli curiosi in grado di farci apprezzare come mai prima la ricchezza della lingua. Un piccolo manuale che costituisce anche un indispensabile galateo social, per i molti che non vogliono arrendersi alla barbarie linguistica.


giovedì 2 novembre 2017


La "Grammatica di riferimento dell'italiano contemporaneo" si presenta come una sintesi dei risultati più avanzati ottenuti dalla ricerca linguistica italiana nel campo della produzione di grammatiche scientifiche, di grammatiche scolastiche e di grammatiche per stranieri: intende descrivere le strutture grammaticali e sintattiche dell'italiano attuale in modo completo e scientificamente rigoroso, e al tempo stesso chiaro e accessibile a tutti. 

Che cos'è la consecutio temporum


Se la frase principale ha un tempo presente:

Frase principale -> verbum dicendi
Secondaria -> indicativo
Frase principale -> verbo di soggettività
Secondaria -> congiuntivo

CONTEMPORANEITÀ

Michele racconta che lui e sua sorella hanno molti amici al paese.
(indicativo presente)

Michele pensa che lui e sua sorella abbiano molti amici in paese.
(congiuntivo presente)


ANTERIORITÀ

Michele racconta che lui e sua sorella il giorno prima hanno fatto/fecero una gara.
(indicativo passato prossimo / indicativo passato remoto)

Michele pensa che lui e sua sorella il giorno prima abbiano fatto una brutta gara.
(congiuntivo passato)


POSTERIORITÀ

Michele racconta che, fra qualche tempo tutta la loro famiglia si trasferirà al Nord.
(futuro)

Michele spera che tutta la sua famiglia nei prossimi anni si trasferirà al Nord.
(futuro)





Se la frase principale ha un tempo passato:

Frase principale -> verbum dicendi
Secondaria -> indicativo
Frase principale -> verbo di soggettività
Secondaria -> congiuntivo

CONTEMPORANEITÀ

Michele ha raccontato che Barbara arrivava sempre per ultima e per questo doveva pagare la penitenza.
(indicativo imperfetto)

Tutti pensavano che Barbara arrivasse sempre per ultima e che dovesse pagare sempre la penitenza.
(congiuntivo imperfetto)


ANTERIORITÀ


Michele ha detto che il giorno prima lui era arrivato per ultimo.
(indicativo trapassato prossimo)

Maria era convinta che suo fratello il giorno prima fosse arrivato per ultimo.
(congiuntivo trapassato)

POSTERIORITÀ


Michele e Maria hanno raccontato che nei prossimi anni si sarebbero trasferiti al Nord.
(condizionale composto)

Michele e Maria speravano che la loro famiglia entro tre anni si sarebbe trasferita al Nord.
(condizionale composto)


lunedì 30 ottobre 2017


Quando non si usa la virgola?

 

  1. Tra il soggetto e il verbo:
    Mario, va al cinema (scorretto)
    Mario va al cinema (corretto)
     
  2. Tra il verbo e il complemento:
    Mangia, carne e pesce (scorretto)
    Mangia carne e pesce (corretto)
     


  3. Prima delle congiunzioni copulative e e né:
    Studia il francese, e il tedesco (scorretto)
    Studia il francese e il tedesco (corretto)
    Non vuole né studiare, né lavorare (scorretto)
    Non vuole né studiare né lavorare (corretto)
     
  4. Dopo l'ultimo di una serie di soggetti:
    Mario, Andrea, Marco e Alessandro, sono molto bravi con l’uso della punteggiatura (scorretto)
    Mario, Andrea, Marco e Alessandro sono molto bravi con l’uso della punteggiatura (corretto)
     
  5. Tra il verbo essere e il suo aggettivo o nome:
    Anna, è maestra (scorretto)
    Anna è maestra (corretto)
     
  6. Prima di quasi tutti i complementi introdotti dalle varie preposizioni (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra):
    Sono andato a casa, di Paolo (scorretto)
    Sono andato a casa di Paolo (corretto)



A donna imbellettata voltale le spalle.
Abbi donna di te minore, se vuoi essere signore.
Alle donne che non fanno figli non ci andar né per piaceri né per consigli.
Astuzia di donne le vince tutte.
Chi dice donna dice guai.
Chi donne pratica, giudizio perde.
Chi si governa per consiglio di donne, non può durare.
Chi vuol vivere e star sano, dalle donne (o dai parenti) stia lontano.
Dalle donne con le basette, Dio ci guardi, le son saette.
Dio ti guardi da donna due volte maritata.
Donna al volante lumaca ambulante.
Donna al volante pericolo costante.
Donna baffuta, sempre piaciuta.
Donna barbuta, sempre piaciuta.
Donna buona vale una corona.
Donna nana, tutta tana.
Donna pelosa, donna virtuosa.
Donna prudente è una gioia eccellente.


Donna ridarella, o santa o puttanella.
Donna vecchia donna proverbiosa.
Donna, padella e lume sono un gran consumo.
Donne danno, fanno gli uomini e li disfanno.
Donne e buoi dei paesi tuoi.
Donne e motori gioie e dolori.
Donne e oche tienne poche.
Donne e sardine son buone piccoline.
Donne e uomini gelosi, son pericolosi.
Donne per casa, una in figura e una in pittura.
Donne, asini e noci vogliono mani atroci.
Dove son donne e gatti, son più parole che fatti.
Dove son donne innamorate morte, è inutile serrar finestre e porte.
Due donne e un'oca fanno un mercato.
Fiume, grondaia e donna parlatora mandano l'uomo di casa fuora.
Gli uomini fanno la roba, e le donne la conservano.
Gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che dimostrano.
Gli uomini vanno veduti in pianelle, e le donne in cuffia.
Guardati dai cani, dai gatti, e dalle donne coi mustacchi.
Il credere e il bevere inganna le donne e i cani.
Il cuor delle donne è fatto a spicchi come il popone.
Il fusaiolo è d'argento, e fa le donne sufficienti.
La donna è come l'onda, se non ti sostiene ti affonda.
La donna, il fuoco e il mare fanno l'uomo pericolare.
La pazienza è dei frati, e delle donne che han gli uomini matti.
La pecunia se la sai usare è ancella, se no è donna.
Lagrime di donne, fontana di malizia.
L'allegria delle donne è il lino.

Le buone donne non hanno né occhi né orecchi.
Le donne arrivano i pazzi e i savi.
Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.
Le donne e le ciliege son colorite a lor proprio danno.
Le donne hanno l'anima attaccata al corpo con la colla cerviona.
Le donne hanno lunghi i capelli e corto il cervello.
Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre bei mesi dura ogni malanno.
Le donne hanno sette spiriti in corpo.
Le donne ne sanno una più del diavolo.
Le donne per parer belle si fanno brutte.
Le donne piglian ben le pulci.
Le donne quando son ragazze han sette mani e una lingua sola; e quando son maritate han sette lingue e una mano sola.
Le donne quasi tutte per parer belle le si fanno brutte.
Le donne s'attaccano sempre al peggio.
Le donne se le tacciono le crepano.
Le donne son come i gatti; finché non battono il naso, non muoiono.
Le donne son figliuole dell'indugio.
Le donne son malate tredici mesi dell'anno.
Le donne son sante in chiesa, angeli in istrada, diavole in casa, civette alla finestra, e gazze alla porta.
Le donne son segrete come il dolor di corpo.


Le donne sono una certa mercanzia da non le tener troppo in casa.
Le donne tacciono quello che non sanno.
L'Inghilterra è il paradiso delle donne, il purgatorio degli uomini e l'inferno dei cavalli.
Maggio asciutto ma non tutto, gran per tutto; maggio molle, lin per le donne.
Marzo tinge, april dipinge, maggio fa le belle donne, e giugno fa le brutte carogne.
Muore più uomini pregni che donne gravide.
Né lettere né doni rifiutan le donne.
Non bisogna contentar le donne se non del lino.
Non c'è sabato senza sole, non c'è donna senza amore.
Pecore e donne a casa a buon'ora.
Per le donne in convulsione, è un gran recipe il bastone.
Pere e donne senza romori, sono stimate le migliori.
Più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne un gran silenzio.
San Geminiano dalle belle torri e dalle belle campane,gli uomini brutti, e le donne befane.
Se le donne fossero d'oro, non varrebbero un quattrino.
Suocera e nuora tempesta e gragnuola.
Tre cose non si possono tener nascoste, donne in casa, fusi in sacco e paglia nelle scarpe.
Tre donne e un magnano fecero la fiera a Dicomano.
Tre donne fanno un mercato e quattro una fiera.




A chi ben crede, Dio provvede.
A chi Dio non dà figliuoli, il diavolo gli dà dei nipoti.
A chi Dio vuol bene la casa gli piace.
A chi vuole male, Dio gli toglie il senno.
A chierico che si fa frate non gli fidar la tua comare.
A mani monde Dio gli dà da mangiare.
A Prato c'è più preti, che a Pistoia staia.
A tela ordita Dio manda il filo.
Ad ogni santo la sua candela.
Aiutati che Dio t'aiuta.
Amici da starnuti, il più che tu ne cavi è un Dio t'aiuti.
C'è il povero di Dio, e quello del diavolo.
Chi aspetta, Dio l'assetta.
Chi bazzica co' preti e intorno ha il medico, vive sempre ammalato e muore eretico.
Chi chiama Dio, non è contento; e chi chiama il diavolo, è disperato.
Chi confessa la sorte, nega Dio.
Chi da Dio è amato, da lui è visitato.
Chi del suo dona, Dio gli ridona.
Chi digiuna e altro ben non fa, avanza il pane e a casa del diavolo va.
Chi disprezza i genitori non ha timor di Dio.
Chi fa del bene agli ingrati, Dio l'ha per male.
Chi fa un frate, fa un ciuco.
Chi ha buono un Dio, ha in tasca i santi.
Chi ha imbarcato il diavolo, ha a passare in sua compagnia.
Chi ha paura del diavolo, non fa roba.
Chi ha portata la tonaca puzza sempre di frate.
Chi lavora di festa, lavora per il diavolo.
Chi lavora, Dio gli dona.
Chi l'uomo soccorre in povertà ridotto, presta il denaro a Dio con grosso frutto.
Chi mal pensa, Dio gli dia male.
Chi non parla, Dio non l'ode.
Chi più ne fa è fatto priore (o papa).
Chi serba, Dio non gli dà.
Chi sprezza l'onore, sprezza Dio.
Chi va a Roma, e porta un buon borsotto, diventa abate o vescovo di botto.
Chi vuol giusta vendetta, in Dio la metta.
Chi vuol star bene un giorno, faccia un buon pasto; chi una settimana, ammazzi il porco; chi un mese, prenda moglie; chi tutta la vita, si faccia prete.
Ciascun pensa per sè e Dio per tutti.
Compagnia d'uno, compagnia di niuno; compagnia di due, compagnia di Dio; compagnia di tre, compagnia di re; compagnia di quattro, compagnia da matti.
Comprar cavalli e tor moglie; serra gli occhi, e raccomandati a Dio.
Con la fatica delle feste, il diavolo ci si veste.
Corta preghiera entra in cielo.


Da chi mi fido mi guardi Dio, da chi non mi fido, mi guarderò io.
Da ricchi impoveriti e da poveri arricchiti, prega Dio che t'aiti.
Da Spagnoli e Imperiali, da Francesi e Cardinali, libera nos, Domine.
Dalle donne con le basette, Dio ci guardi, le son saette.
Danari, boschi e prati, entrate per preti e frati.
Del diavolo lagnarsi odo talora chi è, diavolo a se stesso e ad altri ancora.
Dio acconsente ma non sempre.
Dio ci guardi da errore di savio.
Dio ci manda la carne, e il diavolo i cuochi.
Dio dice a camparvi non mi sgomento, a contentarvi sì.
Dio fa gli schiocchi, e loro s'accompagnano.
Dio fà le pentole e il diavolo i coperchi.
Dio ha dato per penitenza all'avaro che né del poco né dell'assai si contenti.
Dio lascia fare, ma non sopraffare.
Dio li fà e il diavolo lì accoppia.
Dio manda il freddo secondo i panni.
Dio manda la neve con la luna.
Dio manda l'agnello e poi il suo praticello.
Dio mi guardi dalle prigioni del Duca.
Dio non fa mai chiesa, che il diavolo non ci voglia (o non ci fabbrichi) la sua cappella.
Dio non manda mai bocca, che non mandi cibo.
Dio non manda se non quel che si può portare.
Dio non paga il sabato.
Dio perdona a chi offende, non a chi toglie e non rende.
Dio serra un uscio e apre una finestra.
Dio solo non può fallire.
Dio ti dia figliuoli, e diateli grandi.
Dio ti guardi da chi legge un libro solo.
Dio ti guardi da donna due volte maritata.
Dio ti guardi da quella gatta che davanti ti lecca e di dietro ti graffia.
Dio ti guardi dal giorno della lode.
Dio ti salvi da un cattivo vicino, e da un principiante di violino.
Dio, genitori e maestri non si posson mai ricompensare.
Dire il peccato e non il peccatore.
Dopo la grazia di Dio, la miglior cosa è la libertà.
Dove c'è la pace ci è Dio.
Dove due amici s'incontrano, Dio gli fa da terzo (o v'entra per terzo).
Dove i cani e i lupi fanno lega, Dio protegga il gregge.
Dove il diavolo non può entrare manda una vecchia.
Dov'è il Papa, ivi è Roma.
Dov'è interesse, non si fa l'uffizio di Dio.
E l'uomo all'uomo un diavol tentatore, è l'uomo all'uomo un nume salvatore.
Entrarci come il diavolo nella preghiera.
Error di medico, volontà di Dio.
Far vedere il diavolo nell'ampolla.
Frate che chiede per Dio, chiede per due (cioè anche per sé).
Frate che fu soldato è più sperimentato.
Frate sfratato e cavol riscaldato, non fu mai buone.
Fratello Prendere sta in convento, Fratello Dare non ci sta.
Gente allegra Dio l'aiuta.


I detti son nostri e i fatti son di Dio.
I vescovi in Roma sono come i crocifissi in bottega del legnaiolo.
Il cane in chiesa fu sempre il mal venuto.
Il diavolo dove non può ficcar la testa, ficca la coda.
Il diavolo è cattivo perché è vecchio.
Il diavolo è facile da chiamare, difficile è mandarlo via.
Il diavolo insegna a far le pentole, ma non i coperchi.
Il diavolo insegna a rubare, ma non a conservare.
Il diavolo lo fa fare e poi lo fa scoprire.
Il diavolo non è poi tanto brutto quanto lo si dipinge.
Il diavolo quando non può portare, trascina.
Il diavolo si nasconde dietro la croce.
Il diavolo vuol cacciare le corna dappertutto.
Il diavolo, per diavolo che sia, non può nascondere le corna.
Il frate predicava che non si dovea rubare, e lui avea l'oca nello scapolare.
Il giusto paga (oppure porta la pena) per il peccatore.
Il lupo d'esser frate ha voglia ardente mentre è infermo; ma sano se ne pente.
In (o per) compagnia prese moglie un frate.
In chiesa co' santi, e all'osteria co' ghiottoni.
In chiesa e in mercato, ognuno è licenziato.
In chiesa né in mercato non andar mai accompagnato.
In chiesa per devozione, alla guerra per necessità.
In Paradiso non ci si va in carrozza.
La farina del diavolo va tutta in crusca.
La pazienza è la virtù dei santi.
La preghiera dovrebbe essere la chiave del giorno e la serratura della notte.
La vendetta di Dio non piomba in fretta.
Lascia fare a Dio, ch'è Santo vecchio.
Le armi le carica il diavolo.
Le campane non suonano se qualcuno non le tira.
Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra, e gazze alla porta.
Le licenze son cento, e l'ultima è Vatti con Dio.
L'ombra del campanile ingrassa.
L'uomo propone e Dio dispone.
Maremmani, Dio ne scampi i cani.
Marito e figli come Dio te gli dà così te gli piglia.
Molti hanno la coscienza si larga. che avanza una nave di chiesa.
Morto un papa se ne fa un altro.
Nessun vecchio spaventa Dio.
Non c'è ladrone che non abbia la sua devozione.
Non si crede al santo finché non fa il miracolo.
Non si muove foglia che Dio non voglia.
Non si può entrare in Paradiso a dispetto dei santi.
Ogni prete loda le sue reliquie.
Ognuno ha il suo diavolo all'uscio.
Ognuno per sé e Dio per tutti.
Ognuno sa sé e Dio sa tutti.
Papa per voce, Re per natura, Imperatore per forza.
Per essere ricco bisogna avere un parente a casa del diavolo.
Per un peccatore perisce una nave.
Poca roba Dio la loda..
Preti, frati, monache e polli non si trovan mai satolli.
Quando Dio chiude una finestra apre una porta.
Quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco.
Quando Dio non vuole i santi non possono.
Quando Dio vuol punire un uomo, spesso si serve dell'altr'uomo.
Quando Dio vuole, a ogni tempo piove.


Quando il diavolo è vecchio si fa romito.
Quando il diavolo prega, tien d'occhio la preda.
Quando il diavolo vuole entrare, si caccia per la testa e per i piedi.
Quando il grano è ne' campi, è di Dio e de' Santi; (o è di tutti quanti).
Quando si è morti, San Michele pesa le anime e i preti  le candele.
Quando si nomina il diavolo se ne vede spuntar la coda.
Sa più (oppure: vedono più) il papa e un contadino che il papa solo.
Scherza coi fanti ma lascia stare i santi.
Se il diavolo trova un vizioso, gli dà subito lavoro.
Se non ci fosse il va' con Dio, bel mestier sarebbe il mio.
Segreto di due, segreto di Dio; segreto di tre, segreto d'ognuno.
Senza santi non si va in paradiso.
Si dice (cioè si deve dire), il peccato, ma non il peccatore.
Soldati del Papa, otto a cavare una rapa;
Solo Dio senza difetti.
Solo dir posso ch'è mio, quanto godo e do per Dio.
Tale abate tali monaci.
Tre cose belle in questo mondo: prete parato, cavaliere armato, donna ornata.
Tutti i santi non fanno miracoli.
Un diavolo scaccia (oppure tenta) l'altro.
Viene da Dio che i frati s'annegano.


Impariamo italiano!