martedì 10 giugno 2014


L'accordo del participio passato è:
  • obbligatorio, quando questo è costituito dai pronomi diretti atoni di terza persona lo, la, li, le e con ne: ho visto dei libri interessanti e li ho comprati; devo comprare una camicia; ne ho viste alcune molto belle;
  • facoltativo, ma abbastanza diffuso, con i pronomi atoni oggetto non di terza persona: Marco ci ha salutati (o ci ha salutato); scusatemi, non vi avevo visti (o non vi avevo visto);
  • raro (e caratteristico di un registro letterario o elevato) quando il complemento oggetto non è un pronome atono (ho mangiata una mela). Questo tipo di accordo è appena più frequente quando l'oggetto è costituito dal pronome relativo che (i libri che ti ho regalati).
Pietro Trifone e Massimo Palermo. Grammatica italiana di base 



La grammatica consente (non obbliga) di concordare il participio dei verbi transitivi con il complemento oggetto, quando questo precede il verbo. È giusto dunque dire: "Le lettere che ho scritte", "Le cose che ho viste", "Ho letto i libri che mi hai prestati". Va da sé che non costituiscono errore le forme corrispondenti non concordate ("Le lettere che ho scritto" ecc.). La stessa cosa accade per i verbi riflessivi apparenti: si può dire "mi sono lavato le mani" o "mi sono lavate le mani". 

C'è un unico caso in cui il participio va concordato obbligatoriamente con l'oggetto. Ciò avviene quando il complemento oggetto è costituito dai pronomi atoni "lo", "la", "li": "Mi hai portato i libri? Sì, te li ho portati". Con le particelle "mi", "ti", "ci", "vi" in funzione di complemento oggetto l'obbligo di concordanza è facoltativo. È ugualmente corretto dire, parlando di una ragazza, "ti ho visto" come "ti ho vista". 

Rino de Rienzo
http://www.corriere.it/Rubriche/Scioglilingua/scioglilingua041002.shtml
  


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