domenica 31 dicembre 2017

Sgrammaticando

Perché facciamo sempre più errori di italiano? Che hanno fatto di male alle persone il povero congiuntivo e l'infelice «h», che viene messa quando non si deve e tolta quando invece starebbe così comoda al suo posto? Vogliamo poi parlare di po', il troncamento della parola poco, in cui tanti risparmiano sull'apostrofo per scialacquare, magari, in un accento sulla «o» che non serve a nessuno? E apostrofi, accenti, doppie... Una delle strategie più comuni è spargerli a piene mani sulla pagina come petali di rose a una cerimonia, senza curarsi più di tanto di dove andranno a cadere, ma non è una strategia destinata al successo.

Tra scuola e università, e-mail, documenti, report di lavoro, stati Facebook e messaggi su WhatsApp, la forma scritta è sempre più importante nella nostra comunicazione quotidiana, e i nostri scivoloni grammaticali e ortografici si trasformano rapidamente in catastrofi sociali e professionali. In queste pagine scopriremo come evitare di cadere nei tranelli più comuni, come risolvere i dubbi amletici, come dare una rinfrescata al nostro amato italiano riportando alla memoria - e alla punta delle dita -regole comuni e dettagli curiosi in grado di farci apprezzare come mai prima la ricchezza della lingua. Un piccolo manuale che costituisce anche un indispensabile galateo social, per i molti che non vogliono arrendersi alla barbarie linguistica.


giovedì 20 luglio 2017

Comunicare in italiano

Comunicare in italiano presenta in maniera graduale, accurata e concreta la lingua italiana nei suoi elementi grammaticali, lessicali e nozionale funzionali. È una grammatica di riferimento per studenti stranieri, con esercizi, approfondimenti e attività dedicate alla pronuncia dei suoni generalmente più difficili da discernere e da riprodurre. Il volume è suddiviso in 21 capitoli e ogni capitolo è dedicato alla presentazione di un argomento grammaticale secondo il principio della generatività, con elementi lessicali raccolti secondo i criteri della concretezza e della frequenza d’uso ed elementi nozionale-funzionali presentati secondo l’indice di frequenza. Una serie di esercizi (con soluzioni) precede la sezione dedicata agli approfondimenti. Gli approfondimenti sono particolarmente utili ad uno studente di livello intermedio/avanzato e ad ogni studente o futuro insegnante che desideri avere accesso ad una presentazione esaustiva dell’aspetto grammaticale in questione. Le attività dedicate alla fonetica prendono in esame quei suoni comunemente più difficili per uno studente straniero e sono raccolte nel CD-Audio che accompagna il volume.

martedì 18 luglio 2017



Un libro per imparare a utilizzare al meglio tutte le opportunità che ci offre la nostra lingua parlata. È l'italiano che Totò ha reso comico anche con i gesti, che Nanni Moretti usa per mettere alla berlina i politici, che papa Francesco riempie d'amore, che la burocrazia maltratta, che i giovani trasformano in gioco. Una lingua che sa essere vivace e colorita con pronunce diverse ed espressioni regionali che le danno riconoscibilità, in un mondo globalizzato. Ma è anche una lingua fragile, influenzata da mode e stereotipi, parole straniere e termini scurrili, tormentoni del cinema e della tv, gerghi e tic dei social network. Come parlare in modo corretto ma anche in sintonia con la nostra personalità?

lunedì 3 luglio 2017

Dizionario delle collocazioni


Le parole giuste per le tue idee. Ho letto un "Bel" libro o un libro "avvincente"? Ho visto un "bel" film o un film "entusiasmante"? Ho fatto un "bel" viaggio o un viaggio "avventuroso"? È un'estate "molto calda" o un'estate "rovente"? L'economia "va su" o l'economia "prospera"? "Togliere" un dubbio o "fugare" un dubbio? "Siedo" sul divano o mi "accomodo" sul divano? Ho scritto una "buona" relazione o una relazione "esauriente"? Con una scelta di circa 200.000 collocazioni, o combinazioni di parole, il "Dizionario delle collocazioni" permette di trovare le espressioni giuste per comunicare in un italiano accurato, elegante e incisivo. Ideale per scrivere e parlare con chiarezza, efficacia e proprietà di linguaggio. Intuitivo, immediato e semplice da usare. In allegato, un CD-ROM con consultazione del testo completo del dizionario. L'assistente linguistico nel DVD-ROM suggerisce le collocazioni durante la scrittura.

giovedì 29 giugno 2017


per + INFINITO
Siamo venuti apposta per parlare con te.
Per fare l’albero ci vuole il seme.

al fine di + INFINITO
Ho insistito al fine di convincerli.
Era arrivato al fine di controllare la situazione

allo scopo di + INFINITO
L’ho fatto allo scopo di aiutarvi.
Sono venuto con lo scopo di chiarire la situazione.


in modo da + INFINITO
Chiariamo questo punto in modo da poter decidere in base ai fatti concreti.

da + INFINITO
Non hanno da mangiare.
Dammi un libro da leggere.


Proposizioni finali implicite

martedì 27 giugno 2017


C'è un gruppo di verbi che, pur avendo una coniugazione personale, sono spesso usati in modo impersonale. In realtà in questi casi il soggetto esiste ed è rappresentato dalla proposizione soggettiva.
Elenchiamo alcuni di questi verbi:

accadere + di
A me accade spesso di essere in ritardo.
Accade spesso di sbagliare.
Può accadere a chiunque di commettere uno sbaglio.

accorgersi + di

 Non sempre ci si accorge di aver sbagliato.

andare + di

Non mi va di parlarne.

addirsi + infinito

Davvero ti si addice fare il genitore?

avere + infinito

Si ebbero molte vittime.

avvenire + di

Spesso avviene di essere in ritardo.
A volte, avviene di incontrare persone e eventi che ci appaiono come familiari.

bastare + infinito

Basta chiedere per ottenere.
Bastava fare il bravo.
Basta bussare e ti apriranno.

bisognare + infinito

Bisognava vedere la gente che c’era!
Non bisognava dirglielo.
Bisognerà prendere una decisione.

capitare + di

 A tutti capita di perdere la pazienza.
Se ti capita di vederlo, salutamelo!

constare + di

Dal processo verbale non consta di aver fatto il presidente il sunto delle pubbliche discussioni.
Ti consta di averlo conosciuto?

convenire + infinito

 Mi conviene andarmene.
Conviene rassegnarsi.
A conti fatti ci conveniva pagare direttamente sul sito della compagnia aerea!
Conviene aspettare.

costumare + infinito

 Una volta costumava fare la serenata alle ragazze.

dispiacere + infinito

 Mi dispiace dovertelo dire.
A tutti dispiace perdere.
Dispiace vedere simili scene.

giovare + infinito

 Giova (a tutti) fare un po' più di vacanza.

importare + di

Non me ne importa niente di essere criticato.
Non mi importa di apparire ridicolo.
Non gli importava di avere paura.
Non gli importava di lasciare l’impiego.

interessare + infinito

Non gli interessa vincere.

mancare + di

Su questo aspetto non si manca di fare della propaganda.
Non mancherò di partecipare all’incontro.
Non mancheremo di tenervi informati.

necessitare + infinito

Necessita chiarire la faccenda.
Necessita fare presto.

occorrere + infinito

Occorre fare presto.
Occorreva pensarci prima. 

parere + di

Mi pare di conoscerti.
Pare di essere in vacanza.

permettere + infinito

 Non è permesso fumare in questo locale.

piacere + infinito

Mi piace essere puntuale.
Non le piace studiare.

premere + di

Gli premeva di finire il lavoro in tempo

proibire + infinito

Nei locali pubblici è proibito fumare.

rincrescere + di

Mi rincresce di averti offeso.

risultare + di

Non mi risulta di aver ricevuto tale lettera.

seccare + infinito

Mi secca dover uscire stasera.
Mi secca dover chiedere aiuto.

sembrare + di

 Mi sembra di star meglio.
Sembra di essere già in estate.

servire + infinito

A che serve restare qui?
A che serve recriminare?

spettare + infinito

Spetta a te lavare i piatti.

succedere + di

Mi succede spesso di vederlo passare.
Successe di perdere la strada.
Ti succedeva di arrabbiarti.

toccare + infinito

A chi tocca lavare i piatti?
Tocca a me dare le carte.
A chi tocca muovere, al bianco o al nero?

trattarsi + di

 Si tratta solo di rispondere sì o no.

urgere + infinito

Urge far presto.
Urgeva provvedere al più presto.

domenica 25 giugno 2017

Proposizioni eccettuative implicite tranne che + INFINITO
Sono disposto a tutto tranne che a lavorare.
Possiamo fare tutto tranne che fare finta di niente.

salvo che + INFINITO
Nulla da aggiungere salvo che dare ragione a Piero.
Tutto si può fare e dire, salvo che mettere in discussione la sua responsabilità.

eccetto che + INFINITO
Non c'era molto da fare, eccetto che andare nell'albergo.
Sembra che negli ultimi mesi si sia fatto di tutto eccetto che dare corso alle deliberazioni.


fuorché + INFINITO
Chiedimi tutto fuorché lavare i piatti.
Avrebbero immaginato tutto fuorché vedere Lionel Messi alla nostra festa.

a meno di + INFINITO
A meno di ammalarmi, verrò sicuramente.
È una procedura difficile, a meno di possedere competenze professionali.


se non + INFINITOCosa possiamo fare, se non riderne?
All'interno del corteo non possiamo fare niente se non scherzare tra di noi.

al difuori di + INFINITO
Tra le tante attività che si possono svolgere qua al difuori di andare in giro per pub, avete mai pensato a fare qualcosa di ordinari?
Null’altro  fece al difuori di mettere in maggiore evidenza la propria ignoranza.





in + INFINITO
Che cosa provi nel vedere i tuoi figli felici?
E si fiderà di me nel fare la cosa giusta.
Non era agitato nel parlare con me.

dopo + INFINITO COMPOSTO
Possiamo passarci dopo essere stati dal medico.
L'avrei restituito dopo aver saputo che funzionava.
Ogni ragazzo ci ha pensato, dopo esser tornato.

prima di + INFINITO
Ragiona prima di fare le cose!
Voglio rileggere il libro prima di parlare con l’autrice.
Dobbiamo togliere il fogliame prima di poter proseguire.

fino a + INFINITO
Ho sentito che piange ogni sera fino ad addormentarsi.
Minacciò di bere fino ad ammazzarsi.
Ha vissuto fino a vedere realizzati i suoi desideri.


Proposizionti temporali implicite


per + INFINITO PASSATO
Fu multato per essere passato col rosso in bicicletta.
Non punisco nessuno per aver preso una decisione matura.
La ringrazio vivamente per aver intrapreso le azioni descritte.

per il fatto di+ INFINITO PASSATO
È contenta per il fatto di esser stata promossa.
Sono un po' confusa per il fatto di aver ottenuto il lavoro.


a + INFINITO
Commetti un errore a non studiare.
Hai ragione ad essere sconvolto per il suo comportamento.

GERUNDIO PRESENTE
Sinceramente, conoscendolo, non penso che si possa escludere.
Dovendo uscire, non faccio in tempo a chiamarti

GERUNDIO PASSATO
Avendo piovuto molto, l'aria è più fresca.
Essendosi rotta la macchina, sono tornato in bus.






giovedì 22 giugno 2017


Ho bisogno di sapere che ci sei.
Ho avuto il piacere di conoscerti.
Aveva paura di innamorarsi troppo.
Ho intenzione di prendermi tutto il tempo del mondo.
Ti avevo accanto ed ebbi voglia di scappare. 
Quando accetto di fare qualche cosa la faccio bene.
Cerco di evitare di comprare cose già pronte.
Piero mi ha chiesto di salutarti.
Vi consiglio di visitare il sito www.impariamoitaliano.com.
Abbiamo creduto di intenderci ma non è stato così.
Abbiamo deciso di non affrontare il problema.
Mi sono dimenticata di prendere la pillola.
Mi dissero di non fare alcun rumore.
Quando finirai di annoiarmi con le tue lezioncine?
Pensavo di aver sbagliato indirizzo.
Permettimi di poter avere dei dubbi.
Mi preoccupo di fare qualcosa.
Ha promesso di dare a loro un compenso.
Non si è ricordato di parcheggiare in un'altra via.
Smetti di fumare, gusta la vita!
Mi hanno suggerito di modificare il progetto.
Spero di risentirti presto.

Ci ha scritto di avere portato in Svizzera dei soldi.
I medici temevano di rovinare la reputazione della clinica.


mercoledì 21 giugno 2017


Non sono abituato a lavorare con questo caldo.
Oggi andrò a dormire molto presto.
Mi ha aiutato a prendere la patente.
Il presidente ha continuato a parlare per ore.
Lo ha convinto a fare l’esame di matematica.
Finalmente, si è deciso a confessare.
Da piccolo mi divertivo a giocare a nascondino.
Mi sono fermato a vedere quale fosse il problema.
Con te ho imparato a volare.
Il bambino ha incominciato a parlare.
Ha insegnato a nuotare al proprio figlio.
L’agente lo invitò a seguirlo in questura.
Il bambino si è messo a piangere.
Sono passato a trovare tua nipote..
Sono riuscito a trovare un buon lavoro.
Stai attento a fare scelte che non danneggino l’ambiente!
Vengo a restituirti i libri questa sera.

lunedì 19 giugno 2017


I connettivi testuali sono avverbi, congiunzioni, preposizioni o espressioni che si utilizzano per collegare frasi (sia coordinate alla frase principale sia subordinate) o per mettere in rapporto tra loro parti di un testo.




Connettivi temporali: 

prima, in precedenza, qualche giorno fa, allora, anticamente, una volta, a quei tempi, proprio allora, ora, adesso, mentre, nel frattempo, intanto che, a questo punto, in questo momento, in questo istante, alla fine, successivamente, dopo molto tempo, dopo vari anni, poi, in seguito...

Connettivi logico causali:

dato che, visto che, siccome, poiché, perché, giacché, dal momento che, ne deriva che, di conseguenza, quindi, dunque, pertanto, perciò, da ciò si deduce che, così che...




Connettivi prescrittivi:

prima di tutto, innanzitutto, in primo luogo, poi, in secondo luogo, in terzo luogo, infine, in sintesi, in conclusione, insomma, dunque...

Connettivi di gerarchia:

in primo luogo, anzitutto, prima di tutto, a questo punto, inoltre, si aggiunga il fatto che, oltre a questo, oltre a ciò, oltre a quanto è stato detto, poi, infine, non ci resta che, e, anche, pure, nello stesso modo...

Connettivi esplicativi:

cioè, infatti, ad esempio, per esempio, in altre parole, per quanto riguarda, tra l'altro, in sintesi, in questo modo, così, come, vale a dire, ossia, ovvero...

Connettivi avversativi:

ma, invece, ciononostante, nonostante ciò, malgrado ciò, tuttavia, pure, nondimeno, eppure, mentre, al contrario, tuttavia, eppure, anzi, però...

Connettivi limitativi:

tranne, tranne che, per quanto, fuorché, eccetto che...

Connettivi ipotetici:

se è vero che, ammettendo che, nel caso in cui, nel caso che, partendo dal presupposto che, ipoteticamente, poniamo il caso che, supposto che, purché, qualora...

Connettivi conclusivi:

allora, perciò, pertanto, quindi, insomma...




Connettivi per stabilire un rapporto di analogia tra due parti:

analogamente, anche, come, mentre...

Connettivi correlativi:

sia… sia, né… né, così… come, non solo… ma anche

Connettivi concessivi:

anche se, per quanto, benché, nonostante [che], malgrado [che], quantunque...

Connettivi finali:

affinché, al fine di, allo scopo di...

Connettivi modali:

comunque, nella maniera che, nel modo che, nel senso che, in qualunque modo...



giovedì 15 giugno 2017

Viva il congiuntivo!
Benché alcuni studiosi lo diano quasi per morto, continua a essere il terrore di studenti e stranieri. Eppure basta poco per impadronirsi delle regole del congiuntivo, come dimostra questo libro. Qualche notizia di storia della lingua per prendere confidenza con l'argomento; una carrellata degli usi e degli abusi, per capire perché "dasse" e "stasse" suonano così bene pur essendo sbagliati; una grammatica facile per imparare a usare con sicurezza il più elegante dei modi verbali. E, in chiusura, un test per mettersi alla prova ed eliminare ogni dubbio residuo.

martedì 6 giugno 2017

Grammatica italiana
La grammatica italiana di Beatrice Panebianco, Cecilia Pisoni e Loretta Reggiani risponde in maniera chiara, semplice e veloce a queste e altre frequenti domande di ortografia e morfologia, ma non solo. Il libro fornisce descrizioni e spiegazioni dettagliate sulla sintassi della frase semplice e complessa, ossia sul soggetto e il predicato, i complementi, la frase principale, coordinata e subordinata.


Scrivere bene. Diece regole e qualche consiglio
Nella vita scrivere bene è un ottimo biglietto da visita, ancora di più da quando l'era digitale ha moltiplicato i nuovi usi della scrittura. Il libro fornisce una cassetta degli attrezzi utili per gestire al meglio l'espressione scritta. Si troveranno numerosi precetti e consigli pratici alla portata di tutti: come organizzare e presentare al meglio un testo, quali regole seguire per rendere più efficace e personale la scrittura, come arricchire il proprio vocabolario, come usare con successo gli strumenti della retorica.


Scrivere bene (o quasi)
Una "guida alla scrittura corretta": un manuale pratico di nozioni base di ortografia e punteggiatura della lingua italiana, senza dimenticarne i modi di dire più diffusi ma non sempre chiari, le parole straniere e latine ormai entrate a pieno titolo nel lessico contemporaneo e le declinazioni o le forme corrette dei verbi più difficili. Uno strumento di facile consultazione, fondamentale per sciogliere tutti i dubbi che possono assalire i meno abituati alla scrittura, come anche per risolvere le indecisioni dei più esperti. Strutturato in singole schede per rendere facile e immediato l'accesso all'argomento che di volta in volta interessa, è arricchito da approfondimenti sulla storia linguistica delle parole più interessanti dal punto di vista etimologico. Completano il volume i suggerimenti stilistici per scrivere in maniera adeguata a contesti differenti: stile formale e informale, ma anche siti web o biglietti di auguri.


lunedì 5 giugno 2017

Utilizzo del participio passato assoluto
Il participio assoluto ha il valore di una proposizione temporale implicita.
È concordato con un soggetto diverso da quello della frase reggente.


Arrivato il treno, si precipitò al telefono.
= Dopoché il treno fu arrivato) (lui o lei – non il treno –) si precipitò al telefono.
  • Terminata la cerimonia, ci fu un rinfresco.
  • Fatta la spesa, ho chiamato le mie amiche e le ho invitate a pranzo.
  • Pagato il conto, siamo uscite dal ristorante.
  • Finito il film, ci abbiamo messo 10 minuti per raggiungere il bus.
  • Arrivati alla stazione di servizio, abbiamo fatto il pieno.
  • Uscito di casa, Giorgio si è accorto di non avere con sé il portafoglio.
  • Viste le condizioni di lavoro, ha deciso di licenziarsi.

Se un pronome è collegato al participio passato forma un'unica parola con quest'ultimo:

  • Presentatagli la situazione, gli propose di telefonare.

Esercitiamoci!


Grammatica italiana per tutti
Questa grammatica è per tutti, perché l'interesse e la curiosità intorno alla lingua italiana non riguardano più soltanto il mondo della scuola ma tutti coloro che - in famiglia, al lavoro, nella vita - vogliono usare la lingua in modo efficace e consapevole. Grazie a uno stile semplice e chiaro e a una grafica che ne facilita la consultazione, l'autrice ci fa scoprire una grammatica attuale, al passo con i tempi, attenta all'uso reale, formale o informale, scritto e parlato. Per chi conosce le regole, e vuole approfondirle, ma anche per chi ha un dubbio e ha bisogno di risolverlo in tempo reale. Contiene un test per mettere alla prova la propria conoscenza della lingua italiana, ma anche per trasformare le regole e le eccezioni in un divertente gioco da fare da soli o in gruppo.


Grammatica italiana per la scuola primaria

Il manuale di Grammatica italiana per la Scuola primaria è un valido supporto per alunni, genitori e insegnanti. a prescindere dai testi e dalla metodologia adottata il manuale si presenta come un testo che "viene dopo la spiegazione utilissimo a sintetizzare, ricordare, approfondire. la grammatica italiana è ricca e talora complessa sotto vari punti di vista: un pratico e snello "manuale" sempre con sé è un valido supporto sia a scuola che a casa. Volume per gli studenti • Articolazione in cinque sezioni, immediatamente identificabili grazie alla rubricatura multicolore. • Esposizione in modo sintetico ma preciso delle regole ortografiche, morfologiche, sintattiche, comunicative e delle diverse tipologie testuali. • Regole corredate di esempi che permettono di comprenderne l'applicazione nei diversi contesti dell'uso quotidiano della lingua. • Numerosi box, segnalati da specifico logo, mettono a fuoco particolari difficoltà, suggerimenti per non incorrere in errori, approfondimenti e curiosità. • Scheda riassuntiva al termine di ogni argomento per visualizzare in modo rapido e sistematico i contenuti affrontati.


domenica 4 giugno 2017

Uso di GLI al posto di LORO
L'uso di GLI in luogo di LORO, A LORO, A ESSI e A ESSE è da considerare senz'altro corretto (Ora vado dai tuoi amici e gli dico che la devono smettere di fare chiasso), tranne che, forse, nel caso di registri altamente formali (Il parroco espresse loro le sue più sentite condoglianze).

(Dal sito dell'Accademia della Crusca)



Diamo un'occhiata alla Grammatica di riferimento dell'italiano contemporaneo, di Giuseppe Patota:





Nella grammatica Treccani leggiamo: "L’uso della forma pronominale atona gli in funzione di complemento di termine in riferimento non solo al maschile singolare, ma anche al maschile plurale è ormai da considerarsi accettabile in quasi tutti i livelli di lingua."



Aldo Gabrielli, uno dei grammatici italiani più prestigiosi, scrive nella sua opera Si dice o non si dice?: "GLI usato come complemento di termine plurale, anche se manda in panico i puristi fin dal Cinquecento, non è stato mai errore: è antico quanto la nostra lingua, è più antico della forma LORO."

venerdì 2 giugno 2017

Dizionari visuali

I dizionari visuali sono un ottimo strumento per la didattica di ragazzi stranieri di elementari e medie. Possono essere usati anche con ragazzi con altri tipi di problematiche linguistico/lessicali. 

Dizionario visuale italiano inglese
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Piccolo dizionario visuale
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Il visuale Zanichelli
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lunedì 29 maggio 2017

Metti alla prova la tua conoscenza della lingua italiana

Prova il tuo italiano svolgendo uno dei nostri 18 test interattivi per valutare il tuo livello di conoscenza della lingua italiana.

I nostri test sono utili sia a stranieri che imparano l'italiano sia a italiani che vorrebbero perfezionare la loro madrelingua.

Ogni test è composto di 20 domande su grammatica e lessico. Al termine si ottiene una valutazione distinta in 4 livelli: principiante, intermedio, distinto e ottimale.

Vai alla pagina dei test!



venerdì 19 maggio 2017

Di solito, le proposizioni relative, introdotte da che, da il quale o da preposizione + cui, hanno il verbo all'indicativo:

  • Mangio quel dolce che mi piace.
  • Questa è la casa in cui vivo.

Le proposizioni relative che esprimono un desiderio, una richiesta, una possibilità o un’ipotesi richiedono il congiuntivo:

  • Vorrei conoscere persone che parlassero bene il tedesco.
  • Cerchiamo un tecnico che conosca il programma.
  • Si ammettono candidati che siano maggiorenni.
  • Colui che lo facesse, tradirebbe la nostra fiducia.

Quando la frase precedente introduce una domanda o contiene un superlativo relativo o un pronome
indefinito negativo, usiamo il congiuntivo:

  • C’è qualcuno che sappia coniugare bene i verbi?
  • È la canzone più bella che abbia mai sentito.
  • Non c’è niente che mi possa distogliere dallo studio.


Uso del congiuntivo

giovedì 18 maggio 2017


Una grammatica di base con esercizi indirizzata a bambini stranieri ed italiani dai 7 agli 11 anni.

Si presta ad essere utilizzata sia in classi di soli alunni stranieri che in classi plurilingue, che in autoapprendimento con la guida di un adulto (il testo è fornito di chiavi).

È un valido strumento per affrontare la grammatica in un modo giocoso e piacevole attraverso le storie fantastiche dei due bambini protagonisti, Giulia e Francesco.

L’impostazione didattica, coinvolgente e agile, stimola la curiosità e fa leva sulla fantasia dei bambini, permettendo loro di avvicinarsi all’argomento in modo ludico e leggero.

Ogni unità didattica affronta un argomento grammaticale in modo chiaro e comprensibile e propone esercizi di vario genere, anche questi caratterizzati da un’atmosfera di gioco e divertimento.

lunedì 15 maggio 2017


La costruzione di + infinito è facoltativa quando si tratta di una frase secondaria costruita con "che + indicativo". Si noti però che la frase costruita con "che + indicativo" è più enfatica, e pertanto è d'uso più raro.


  • Sapete che siete arrivate in ritardo?
    Sapete di essere arrivate in ritardo?
  • Dicono che hanno un cane molto bello.
    Dicono di avere un cane molto bello.
  • Dice che ha capito tutto quanto ha spiegato il professore.
    Dice di aver capito tutto quanto ha spiegato il professore.
  • Sono sicuro che andrò in Brasile il mese prossimo.
    Sono sicuro di andare in Brasile il mese prossimo.
  • Sapevate che eravate arrivate in ritardo?
    Sapevate di essere arrivate in ritardo?
  • Giovanni prevede che sarà promosso.
    Giovanni prevede di essere promosso.
  • L'imputato sostiene che è innocente.
    L'imputato sostiene di essere innocente.

Questa costruzione è obbligatoria solo quando la frase secondaria intodotta dalla congiunzione che dovrebbe avere il verbo al congiuntivo.


  • Pensate di essere arrivate in tempo?
  • Credono di avere un cane molto bello.
  • Crede di aver capito tutto quanto ha spiegato il professore.
  • Penso di andare in Brasile il mese prossimo.
  • Credevate di essere arrivate in ritardo.
  • L'imputato crede di essere innocente.
Per poter esprimere la propria opinione in italiano ci avvaliamo delle formule:

  • secondo me
  • a mio avviso
  • a mio parere
  • a mio giudizio
  • credo, penso, trovo, mi pare, ritengo + che + verbo al congiuntivo
  • sostengo, sono convinto + che + verbo all'indicativo

sabato 13 maggio 2017

Scrivere una virgola prima della congiunzione "ma" è giusto nella maggior parte dei casi. Serve per mettere in evidenza l'elemento che la precede:

  • Credevo di conoscerla, ma mi sbagliavo.
  • non solo gli offrì il conforto della sua amicizia, ma fu generoso di aiuti.
  • È un libro difficile, ma interessante.
  • Sarebbe bello, ma ho promesso ai miei di andare a trovarli al lago.
  • Non ho mai creduto che tu lo avresti fatto, ma sono costretto a ricredermi.
  • La giacca blu mi piace, ma preferisco quella verde.
  • Sto bene in salute, ma mi sento molto stanco.
  • È un atleta ben dotato, ma privo di temperamento. 
  • Poteva andare meglio, ma mi accontento.
  • Tutti quanti avrebbero preferito andare a Firenze e fare un salto a Pisa, ma io non ero d'accordo.

Solo quando la congiunzione "ma" è posta tra due aggettivi non serve usare la virgola:

  • Quella giornata, bella ma stancante, era finita.
  • Hai sbagliato: quella giacca non è blu ma verde.
  • L'accademismo si definisce come una scrupolosa ma inconcludente osservanza di forme e norme tradizionali nella cultura e nell'arte.

lunedì 8 maggio 2017



Per indicare che un'azione non è conclusa, ma continua, si protrae nel presente:

  • Ci pensi ancora?
  • Stavo ancora scrivendo.




Per indicare che un'azione non si era conclusa, ma continuò, si protrasse nel passato:

  • C'era ancora la lira allora.


Per indicare che un'azione non si è conclusa, ma continuerà, si protrarrà nel futuro:

  • Ci ameremo ancora fra vent'anni.


Fin qui, finora; per ora (in frasi negative o interrogative negative):


  • Non è ancora arrivato.
  • Non sono ancora pronti?



Fino ad allora; a quel tempo:

  • Non l'avevo ancora saputo.
  • Ero ancora molto giovane.

Un'altra volta, nuovamente, di nuovo:

  • La tua amica ti ha cercato ancora.


Perfino, anche (usato per rafforzare un comparativo):

  • Questo video è ancora più bello dell'altro.
  • Dobbiamo riuscire a fare ancora meglio di lui.


In qualche modo, bene o male (spesso ripetuto):


  • Lui ancora (ancora) ci riuscirà, ma gli altri?


Ti può interessare sapere come si usano gli avverbi ORMAI e ADESSO?

sabato 6 maggio 2017




Si può entrare direttamente in contatto con un'opera d'arte e si è spesso in grado di apprezzarla, senza necessariamente passare attraverso una mediazione o una preparazione culturale. Tuttavia, percorsi guidati che stimolino lo studente ad interagire con le opere d'arte e che forniscano nello stesso tempo gli strumenti per tentarne un'interpretazione critica accrescono sicuramente il piacere estetico e culturale di questa esperienza. L'accostamento alle opere - selezionate tra i dipinti, le sculture e le architetture più conosciute - avviene attraverso testi facilitati, arricchiti da un glossario specialistico, seguiti da attività linguistiche e da spunti per la riflessione. In ogni capitolo, grazie alle schede sugli artisti e alle note di approfondimento, lo studente trova anche le informazioni utili per comprendere il contesto nel quale le singole opere sono state prodotte e per metterle in relazione con la cultura del tempo. La facilitazione linguistica consente di proporre un viaggio artistico nell'Italia dell'arte attraverso la sua lingua che diventa veicolo e collante per lo studente di italiano.


venerdì 5 maggio 2017



Con valore dimostrativo-relativo; usato sia come soggetto sia come complemento):

  • Chi ha fatto ciò ha fatto bene.
  • Ho trovato chi mi può aiutare.
  • Regalalo a chi vuoi.
  • Non prendertela con chi non ne ha colpa.

Con valore indefinito-relativo:

  • C’è chi dice che sia ancora vivo. 
  • Non trova chi lo possa aiutare. 
  • Non c’è chi riesca a risolvere il problema. 
  • Può andarci chi vuole, chiunque.

Con sfumatura ipotetica o condizionale:

  • Chi mi ama mi segua.
  • Questo compito, (per) chi ci rifletta un po’, non è difficile.


Ormai e adesso
ADESSO

  • In questo momento, al presente, ora.
    Adesso sto studiando.
    Adesso lavora in un supermercato.
    Adesso andiamo al cinema.
    Adesso non posso, sto lavorando.
  • Poco fa, or ora.
    Ho mangiato proprio adesso.
    Arrivo adesso da Roma.
  • Fra poco.
    Dovrebbe arrivare adesso.

ORMAI

  • A questo punto, allo stato attuale.
    Ormai è tempo di decidere.
    Ormai questo colore non è più di moda. 
  • Per sottolineare l'inevitabilità di un'azione.
    Ormai non si può fare più nulla per lui.
    Ormai troppi anni sono passati.
  • Per sottolineare una quantità di tempo trascorso.
    Sono ormai due mesi che non lo vedo.
    Sono già le 22, ormai (siccome sono le 22) è tardi per andare al supermercato.
    Sono due mesi che lavora a questo progetto, ormai (dato che ci lavora da due mesi) dovrebbe averlo completato.
  • Allora, a quel punto (riferito al passato o al futuro)
    Quando arrivò era ormai troppo tardi.
    Quando leggerai questo messaggio sarà ormai mattina.




Ti può interessare sapere come si usa l'avverbio ANCORA?

giovedì 4 maggio 2017


Alcune regole di base:

  • b non si scrive mai doppia davanti al suffisso – ile: amabile, classificabile, improrogabile;
  • g non raddoppia mai davanti a – ione: regione, cagione, prigione, legione;
  • z non si scrive mai doppia:
    - nei nomi terminanti in – ione: masturbazione, vacazione, imprecazione;
    - nei nomi terminanti in – zia, – zie, – zio (malizia, polizia, giudizio, ospizio ecc.) e nei loro derivati (poliziesco, giudiziario, ecc.).
    A questa regola generale vi sono però alcune eccezioni: si scrivono con zz le parole: pazzia, razzia, razziale, carrozziere, tappezziere, corazziere, mazziere;
  • invece, la z si raddoppia sempre nelle parole composte con i suffissi: – ozzo, – uzzo, – izzare, e nei loro derivati: singhiozzo, tozzo, rozzo, merluzzo, puzzo, struzzo, organizzare, organizzatore;
  • la consonante iniziale di una parola raddoppia quando si unisce:
    - alle congiunzioni e, né, se, o (eppure, neppure, seppure, oppure);
    - alle preposizioni a, da, fra, su (alla, dapprima, frapporre, suddetto)
    - agli avverbi là, più, sì, così (laggiù, piuttosto, siffatto, cosiddetto)
    - ai prefissi sopra, sovra, contra (soprattutto, sopravvivere, sovrabbondante, soprannumero, sopralluogo, contraddire, contraccolpo)

Non si ha il raddoppiamento:

  • se la seconda parola che forma il composto inizia con s impura (cioè seguita da consonante): soprascritto, sovrastruttura, contrastante;
  • dopo i prefissi contro-, pre-, tra-, sotto-, intra- (controbattere, controluce, prevedere, precedere, trapiantare, sottoporre, sottobosco, intravedere, intramuscolare).
Che storia!
La storia italiana raccontata in modo semplice e chiaro. Semplicità senza banalità, per capire come si viveva in diverse epoche, chi comandava, perché si combatteva. Pochi nomi, pochissime date, tante idee per riflettere su questioni di ieri che sono spesso attuali ancora oggi. Per lettori italiani e stranieri che studiano italiano, giovani e adulti.

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sabato 29 aprile 2017

Sgrammaticando / Grammatica della lingua italiana

Con i suoi consigli e tutorial, la giovane sarda Fiorella Atzori è diventata ormai la YouTuber di riferimento sui misteri della grammatica italiana, e non solo in Italia, dato che i suoi video ma anche le sue "lezioni private" via Skype vengono richiesti in tutto il mondo, dal Libano all'Argentina, dal Brasile alla Grecia. Sarà per via della nonna maestra elementare? In questo suo primo libro, intitolato Sgrammaticando. Salviamo l'italiano dalla rete, racconta, illustra, spiega e ... bacchetta gli strafalcioni più popolari, le polemiche sintattiche più accalorate, le curiosità terminologiche più inattese e le eccezioni consentite. Un indispensabile galateo social per i molti che non vogliono arrendersi alla barbarie linguistica, ma neanche morire sulle barricate della Crusca.

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La lingua italiana è una realtà complessa, stratificata ma soprattutto dinamica. La Grammatica di riferimento dell'italiano contemporaneo, di Giuseppe Patota, descrive in modo completo e aggiornato l’italiano contemporaneo e ne affronta i principali argomenti in modo più operativo e con grande chiarezza espositiva. Pensata, progettata e realizzata come strumento di studio e di consultazione, si pone come indispensabile punto di riferimento per insegnanti e studenti e per tutti coloro che per lavoro e nel tempo libero vi ricorrano per sciogliere dubbi ed evitare gli errori più comuni. Gli aspetti fonologici, ortografici, morfologici e sintattici della proposizione e del periodo vengono trattati utilizzando una ricca esemplificazione che ne facilita la comprensione (schemi, tabelle, box di approfondimento, note sulla storia della lingua, schede sui dubbi linguistici). Nelle varie rubriche le espressioni e i modi di dire appartengono alla lingua viva e attuale, con particolare attenzione alle varietà regionali, popolari o familiari. Mappe concettuali all’inizio di ciascuna parte in cui è organizzato il volume sintetizzano i concetti principali e mettono in evidenza i nessi logici che li collegano.

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giovedì 20 aprile 2017

Come si struttura un testo argomentativo?
STRUTTURA DEL TESTO ARGOMENTATIVO
1. Si parte da un problema Quale cibo è adatto ad una dieta sana?
2. Formulazione della tesi Sicuramente la mela è un cibo ideale
3. Argomenti a favore della tesi Infatti è leggera e facile da digerire
4. Prove a favore Perché è ricca di vitamine e sostanze nutrienti
5. Antitesi Altri tipi di frutta, invece, non sono adatte alla dieta
6. Argomenti a favore dell’antitesi Ad esempio la banana è nutriente, ma non adatta ad una dieta
7. Confutazione dell’antitesi Infatti è ricca di zuccheri e la presenza di potassio la rende di non facile digestione
8. Conclusione che rinforza la tesi Quindi la mela si rivela il cibo più adatto


La norma nella grafia dei plurali dei nomi in –cia e –gia con i atona è la seguente:


  1. Conserviamo la i quando la c e la g dei nessi –cia e –gia sono precedute da vocale:

    camicia ▶ camicie
    valigia ▶ valigie
    acacia ▶ acacie
    ciliegia ▶ ciliegie

  1. Eliminiamo la i quando la c e la g dei nessi –cia e –gia sono precedute da consonante:

    provincia ▶ province
    quercia ▶ querce
    frangia ▶ frange
    conscia ▶ consce
    coscia ▶ cosce
    fascia ▶ fasce


  1. Quando invece la i dei gruppi -cia, -gia, -scia è accentata, al plurale  si conserva sempre:
    farmacìa ▶ farmacìe
    strategìa ▶ strategìe
    scìa ▶ scìe.

  1. I nomi e gli aggettivi che finiscono in –accia, –iccia, –occia, –uccia perdono la i al plurale:

    cosuccia ▶ cosucce
    grassoccia ▶ grassocce
    mangereccia ▶ mangerecce
    parolaccia ▶ parolacce
    rossiccia ▶ rossicce

–▶ Plurale dei nomi che finiscono in -CO e -GO

mercoledì 19 aprile 2017


I nomi che terminano in -co e -go possono formare il plurale maschile in -chi e -ghi oppure in -ci e -gi.

I nomi con l'accento sulla penultima sillaba di solito mantegono la consonante velare:

albergo ▶ alberghi
fungo ▶ funghi
fuoco ▶ fuochi
lago ▶ laghi
gioco ▶ giochi

I nomi con l'accento sulla terzultima sillaba di solito mutano la consonante in palatale:

medico ▶ medici
monaco ▶ monaci
psicologo ▶ psicologi
archeologo ▶ archeologi
equivoco ▶ equivoci


Le eccezioni sono poche e tra le più diffuse ricordiamo:

amico ▶ amici
greco ▶ greci
nemico ▶ nemici
porco ▶ porci
analogo ▶ analoghi
arcipelago ▶ arcipelaghi
catalogo ▶ cataloghi
dialogo ▶ dialoghi
naufrago ▶ naufraghi


Esistono delle parole che presentano entrambe le forme di plurale -ci / -chi, -gi / -ghi.
Le più comuni sono:

stomaco - stomaci/stomachi 
antropofago - antrofagi/antropofaghi
achirurgo - chirurgi/chirurghi


–▶ Plurale dei nomi che finiscono in -CIA e -GIA


domenica 16 aprile 2017

Usi del futuro semplice
1) Per indicare azioni ancora da compiere:

  • Tra due mesi andrò a vivere a Berlino.
  • La settimana prossima partirò per Barcellona.


2) Per esprimere insicurezza o indicare dubbi:

  • Qualcuno ha bussato. Sarà Anna?
  • Che ore saranno?


3) Per dare ordini o consigli:

  • Non ti preoccupare. Andrà meglio la prossima volta.
  • Metterai subito in ordine la tua camera.


4) Per togliere importanza a un argomento (futuro concessivo):

  • Avrò pure 80 anni però mi sento ancora giovane.
  • Paola sarà anche una brava ragazza ma a me non piace.


5) Per fare ipotesi aprossimative:
  • Questo computer costerà minimo 1.500 euro.

giovedì 13 aprile 2017

Preposizioni composte
In mezzo a
La fontana è in mezzo alla piazza.

Davanti a; dinanzi a
Davanti alla legge tutti sono uguali.

Dietro (a)
Luigi abita dietro la scuola (alla scuola).

Sotto (a)
Nasconditi sotto il letto.

Sopra (a)
Ho lasciato la chiavi sopra il tavolo.

Di fronte a
Siediti di fronte a Lara.

Vicino a
Mi piace vivere vicino al mare.

Accanto a
Mi sono seduto accanto alla finestra.

Lontano da
Preferisco non abitare lontano dal centro.


Nei dintorni di
Cerco casa nei dintorni dell'università.

Dalle parti di
Aldo abita dalle parti dell'ospedale.

Intorno a
Facciamo una passeggiata intorno alla cattedrale.

In fondo a
C'è un buon ristorante in fondo a questa strada.

Oltre (a)
Il paesaggio cambia oltre il confine.

Presso
Abita presso i nonni.

Lungo
È piacevole passeggiare lungo il fiume d'estate.

In cima a
Siamo in cima alla montagna dopo tre ore.

Dentro (a)
La giacca è dentro l'armadio.

Fuori da, di
Hai lasciato le uova fuori dal frigorifero.

Entro
Devo finire di leggere il libro entro il 20 luglio.

"Dietro", "sopra", "sotto", "presso" e "dentro" hanno bisogno della preposizione "di" davanti ai pronomi personali.
Dietro di me c'è Luisa.


Addosso a
Il gatto si addormenta sempre addosso a Marco.

Prima di
Prima di uscire telefona a Pietro.

Dopo
Dopo la partita preparo la cena.

Verso
Se vai verso il centro ti accompagno.
Ci vediamo verso le sei.

Attraverso, tramite
Mi hanno avvisato tramite lettera.

Insieme a
Vado al cinema insieme a Eva.

Contro
Non posso farlo, va contro i miei principi.

Tranne, fuorché, eccetto
Sono venuti tutti tranne Fausto.

Secondo
Secondo il mio punto di vista è rischioso.

All'interno di
La lettera si trova all'interno della busta.

All'esterno di
Non bisogna lasciare rifiuti all'esterno del contenitore.

"Contro", "attraverso" e "verso" hanno bisogno della preposizione "di" davanti ai pronomi personali:
Non ho niente contro di te.
Ho solo buoni sentimenti verso di lui.

sabato 8 aprile 2017

I verbi pronominali idiomatici
I verbi pronominali sono i verbi che si coniugano con le particelle pronominali, prive di qualunque funzione e significato, e senza significato riflessivo (per esempio, affliggersi, pentirsi, meravigliarsi, fermarsi, ecc.).

I verbi pronominali idiomatici si coniugano con uno o due pronomi o particelle pronominali che fanno assumere al verbo un significato diverso da quello originale.

I più comuni sono: avercela, aspettarsela, cavarsela, farcela, bersela, mettercela tutta, fregarsene, vedersela brutta, sentirsela, svignarsela, dormirsela, spuntarla...


Impariamo italiano!