sabato 9 dicembre 2017


Filastrocca sugli accenti

Nicolò sull’aereo salì
Per un bel viaggio partì
E quando l’ aereo decollò
Che gran divertimento provò!
Ben presto si addormentò
E di essere sulle nuvole sognò.
VA STA FA
VO STO FO
io mai accenterò.
Metterò su egli DÀ
l’accento che ci va.
Niente accento
su QUA QUI,
doppio invece su LÀ LÌ.
Per se stesso
accento il SÉ.
Se mi escludi accento il NÉ,
se mi accetti accento il SÌ
e sorrido tutto il DÌ.
Senza niente lascio il SU,
ha il berretto il signor GIÙ.
Per finire sopra il NO
Mai l’accento metterò!!!
SUL NUMERO TRE L’ACCENTO NON C’È
SUI COMPOSTI DI TRE, L’ACCENTO C’È!!!

SCRIVEREMO PERCIÒ: trentatré, centrotré , novantatré ….

Filastrocca su “sce / sci”

Questa è la storia di uno sceriffo
Con i pantaloni a strisce,
che non si mise la sciarpa in ascensore
e si buscò un raffreddore,
che bevve una bottiglia di sciroppo
e guarì in quattro e quattr’otto.

Questa è la storia di una scimmia
che dallo scivolo si buttava,
nella piscina nuotava,
si stendeva sull’ asciugamano
e, a sera, ormai distrutta,
si mangiava la pastasciutta.

Questa è la storia di una biscia
con la pelle liscia liscia,
che nuotava nel ruscello
con un pesce e suo fratello,
che mangiava i moscerini
e il prosciutto nei panini
Lo sceriffo Pam pam
sempre in giro se ne va
con la sciarpa a strisce
da’ la caccia alle bisce.

Non usa la rivoltella
ha una scopa sotto l’ascella
quando scende da cavallo
cammina come un gallo.

Lo sceriffo Pam Pam
sempre in giro se ne va
se vede un moscerino
trema come un bambino.

Lo sceriffo Pam Pam
quando va in piscina
scendendo in acqua
si fa una risatina.

D’inverno molto spesso
sulla neve va a sciare
scendendo in discesa
si mette a cantare.
Gli indiani cu-cu

Conosci la tribù
Degli indiani cu-cu?
C’è l’indiano cuore
Che raccoglie le more.
C’è l’indiano cuoco
Che accende il fuoco.
C’è cuoio, un indiano
Che fa lo stregone.
C’è scuola, l’indiana
Che fila e tesse la lana.
Conosci la tribù
Degli indiani cu-cu?
Se li scrivi con la q
Ride tutta la tribù.

domenica 3 dicembre 2017


Il pronome relativo “cui” quand'è preceduto dall’articolo determinativo o da una preposizione articolata ha valore di possessivo:

Ieri ho incontrato quel ragazzo le cui amiche studiano giurisprudenza a Perugia.
In questo caso le cui si riferisce alle amiche del ragazzo sono le amiche di quel ragazzo.

Ho affittato un appartamento, dal cui balcone si vede il fiume.
Il fiume si vede dal balcone dell’appartamento.

Vediamo altri esempi di uso:

  • Ho affittato un appartamento dal cui balcone si vede il mare.
  • Ieri ho incontrato una ragazza le cui amiche studiano medicina.
  • Gianni, la cui sorella viene a scuola con me, è molto simpatico.




Vediamo le equivalenze della costruzione con il pronome relativo CUI con valore di possessivo, in inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco:


lunedì 27 novembre 2017





Gli aggettivi possessivi non sono preceduti da un articolo quando accompagnano un nome di parentela al singolare. Useremo l’articolo davanti ai nomi di parentela al plurale.

mia madre, tuo padre, sua sorella
le sue sorelle, i vostri nonni, i tuoi suoceri

Sono eccezioni: la mia mamma, il tuo papà, il mio babbo.

Però quando il nome di parentela al singolare è alterato o è accompagnato da un aggettivo o di un sintagma nominale, l’aggettivo possessivo è preceduto dall’articolo.

la mia sorellina
la mia nonnina
la mia sorella minore
la tua bella cugina
la mia sorella sposata

la mia zia di Napoli

Il possessivo loro vuole sempre l'articolo.

il loro padre
la loro cugina

giovedì 2 novembre 2017


La "Grammatica di riferimento dell'italiano contemporaneo" si presenta come una sintesi dei risultati più avanzati ottenuti dalla ricerca linguistica italiana nel campo della produzione di grammatiche scientifiche, di grammatiche scolastiche e di grammatiche per stranieri: intende descrivere le strutture grammaticali e sintattiche dell'italiano attuale in modo completo e scientificamente rigoroso, e al tempo stesso chiaro e accessibile a tutti. 

Che cos'è la consecutio temporum


Se la frase principale ha un tempo presente:

Frase principale -> verbum dicendi
Secondaria -> indicativo
Frase principale -> verbo di soggettività
Secondaria -> congiuntivo

CONTEMPORANEITÀ

Michele racconta che lui e sua sorella hanno molti amici al paese.
(indicativo presente)

Michele pensa che lui e sua sorella abbiano molti amici in paese.
(congiuntivo presente)


ANTERIORITÀ

Michele racconta che lui e sua sorella il giorno prima hanno fatto/fecero una gara.
(indicativo passato prossimo / indicativo passato remoto)

Michele pensa che lui e sua sorella il giorno prima abbiano fatto una brutta gara.
(congiuntivo passato)


POSTERIORITÀ

Michele racconta che, fra qualche tempo tutta la loro famiglia si trasferirà al Nord.
(futuro)

Michele spera che tutta la sua famiglia nei prossimi anni si trasferirà al Nord.
(futuro)





Se la frase principale ha un tempo passato:

Frase principale -> verbum dicendi
Secondaria -> indicativo
Frase principale -> verbo di soggettività
Secondaria -> congiuntivo

CONTEMPORANEITÀ

Michele ha raccontato che Barbara arrivava sempre per ultima e per questo doveva pagare la penitenza.
(indicativo imperfetto)

Tutti pensavano che Barbara arrivasse sempre per ultima e che dovesse pagare sempre la penitenza.
(congiuntivo imperfetto)


ANTERIORITÀ


Michele ha detto che il giorno prima lui era arrivato per ultimo.
(indicativo trapassato prossimo)

Maria era convinta che suo fratello il giorno prima fosse arrivato per ultimo.
(congiuntivo trapassato)

POSTERIORITÀ


Michele e Maria hanno raccontato che nei prossimi anni si sarebbero trasferiti al Nord.
(condizionale composto)

Michele e Maria speravano che la loro famiglia entro tre anni si sarebbe trasferita al Nord.
(condizionale composto)


Impariamo italiano!