venerdì 5 aprile 2019

Uso scorretto di PIUTTOSTO CHE

L'impiego di «piuttosto che» nel senso di «oppure», inizialmente di carattere snob, è divenuto un fenomeno sociolinguistico dilagante, assumendo natura di moda, con il favore del prestigio che molti parlanti attribuiscono ai costumi linguistici settentrionali.





I verbi ANDARE e VENIRE

Il verbo ANDARE indica il movimento verso un luogo in cui non è presente il nostro interlocutore, cioè la persona con cui parliamo.

Ad esempio:
Sai Anna, oggi vado al cinema.
Martedì ho intenzione di andare al mare.
Stasera andiamo a teatro.
La scorsa estate Anna e Laura sono andate in Scozia.
Domani io e Paolo andremo in discoteca.


Il verbo VENIRE esprime il movimento verso il luogo in cui è presente o sarà il nostro interlocutore. indica cioè il recarsi in un luogo in cui si trova o sarà il nostro interlocutore.

Ad esempio:
Vengo a prenderti a casa alle 10.
Vengo a casa tua domani sera.
Vieni in discoteca sabato?
Piero viene alla festa domani? (È chiaro che alla festa ci sono anche io)
La scorsa estate Giorgio e Paola sono venuti in Germania. (È chiaro che in Germania ci era anche chi parla)
Sabato verrò con te a cena a casa di Laura.

Vedi: Andare a / Andare in



martedì 2 aprile 2019


1. PURCHÉ
Non importa dove andiamo, purché ci si vada a rilassare.
Purché tu prometta di non finirti tutte le scorte di birra, sei invitato.

2. A PATTO CHE
Ti concederò di uscire a patto che tu studi.
Accetto, a patto che mi lasciate in pace.

3. A CONDIZIONE CHE
Accetto, a condizione che tu mi dia carta bianca.
Ti raggiungerò a condizione che che non piova.

4. OVE
Ove tu decida di uscire, telefonami.
Ove fosse necessario, verrei.

5. QUALORA
Te lo darei, qualora tu lo volessi.
Diteglielo, qualora venga.

Tutte queste congiunzioni richiedono il verbo al congiuntivo!


lunedì 1 aprile 2019



La locuzione congiuntiva pur di più verbo all'infinito si adopera nell'italiano di ogni livello per esprimere uno scopo che si vuole ottenere ad ogni costo e in qualunque modo:

Pur di farla finita, gli ho detto di sì.
Pur di avere quel tappeto, pagherei qualunque prezzo.
Pur di farsi notare, si comporta da buffone.
Pur di farcela affronterebbe qualsiasi sacrificio.
Farei di tutto pur di andare con lui.
Ho pagato più del dovuto, pur di liberarmi di lui.
Darei qualunque cosa pur di vederlo sistemato.
Farei qualsiasi cosa pur di aiutarti.
Pur di averlo pagherei oro.


venerdì 15 marzo 2019





Il congiuntivo presente si usa generalmente nella frase secondaria per indicare eventi visti come non reali o non obiettivi.



Il congiuntivo passato si usa per esprimere anteriorità rispetto al verbo principale che è al tempo presente dell'indicativo, cioè per esprimere un'azione avvenuta prima rispetto a quella espressa nella frase principale.




Il congiuntivo imperfetto si usa per esprimere contemporaneità rispetto al verbo principale, se il verbo della frase principale è all'indicativo passato prossimo o imperfetto, oppure se si ha un verbo che esprime desiderio o volontà al condizionale presente o passato.




Il congiuntivo trapassato di solito viene usato nelle frasi secondarie introdotte da forme verbali al passato di verbi che vogliono il congiuntivo come credere, pensare, sperare, ecc. e serve per esprimere anteriorità rispetto al momento indicato dal verbo della frase principale.






Perifrasi verbali

INIZIO
Ho cominciato a studiare quattro anni fa.

INTERRUZIONE
Ho smesso di studiare due anni fa.

REITERAZIONE
Ho ripreso a studiare un anno fa.

DURATA
Sta studiando da quattro anni.

CONTINUAZIONE
Ho continuato a studiare per altri due semestri.

CONCLUSIONE
Ho finito di studiare un mese fa.



In italiano e in rumeno


In italiano e in catalano


In italiano e in spagnolo


In italiano e in francese


In italiano e in portoghese


In italiano e in tedesco

giovedì 14 marzo 2019


Un tempo, la norma tradizionale prevedeva per i verbi meteorologici l'uso del solo ausiliare "essere".

Ormai i verbi che si riferiscono a fenomeni meteorologici (piovere, grandinare, nevicare, fioccare, diluviare, tuonare, balenare, lampeggiare e simili) utilizzano indifferentemente "essere" o "avere" in qualunque livello di lingua e senza apprezzabili sfumature semantiche. Insomma, le forme "è piovuto" e "ha piovuto" sono corrette entrambe.



Però quando i verbi meteorologici sono usati non in modo impersonale l'ausiliare da utilizzare è "essere":

Sono piovute critiche a non finire per quel che hai fatto!


Impariamo italiano!