mercoledì 25 giugno 2014

Uso della forma passiva

 

Osserviamo queste frasi nella loro forma attiva:

  • Marco mangia la mela
  • Marco ha mangiato la mela
  • Marco mangiava la mela
In questi esempi Marco è il soggetto della frase e la mela l'oggetto; in altre parole l'oggetto subisce l'azione del verbo e il soggetto è chi fa l'azione (l'agente). 


Nella forma passiva, invece, il soggetto non è l'agente dell'azione ma la subisce:
  • La mela è mangiata da Marco

Il soggetto della frase attiva diventa il complemento d'agente della frase passiva.

La forma passiva è possibile solo con i verbi transitivi. 


Trasformazione della frase attiva alla passiva 

Trasformiamo una frase dalla forma attiva a quella passiva grazie all'utilizzo di verbi ausiliari, principalmente essere ma anche venire e andare. Esempio: Ascoltare.


Indicativo Presente ascolto > sono ascoltato
Passato prossimo ho ascoltato > sono stato ascoltato
Imperfetto ascoltavo > ero ascoltato
Passato remoto ascoltai > fui ascoltato
Trapassato prossimo avevo ascoltato > ero stato ascoltato
Trapassato remoto ebbi ascoltato > fui stato ascoltato
Futuro semplice ascolterò > sarò ascoltato
Futuro anteriore avrò ascoltato > sarò stato ascoltato
Condizionale Semplice ascolterei > sarei ascoltato
Condizionale Composto avrò ascoltato > sarò stato ascoltato
Congiuntivo Presente che io ascolti > che io sia ascoltato
Passato che io abbia ascoltato > che io sia stato ascoltato
Imperfetto che io ascoltassi > che io fossi ascoltato
Trapassato che io avessi ascoltato > che io fossi stato ascoltato



Uso di Venire come ausiliare.

Con i tempi semplici è possibile utilizzare venire al posto di essere. Esempi:
  • Io mangio la mela / la mela è mangiata da me / la mela viene mangiata da me / io mangiavo la mela / la mela era mangiata da me / la mela veniva mangiata da me / io ho mangiato la mela / la mela è stata mangiata da me
È anche possibile trovare andare come ausiliare, spesso col significato di dover essere. Esempi:
  • Il compito va consegnato entro il 20 ottobre = il compito deve essere consegnato entro il 20 ottobre
Ma anche con un semplice significato passivo. Esempi:
  • Durante l'incendio andarono perduti molti libri = molti libri furono perduti durante l'incendio



Una frase passiva può essere espressa da una costruzione col si. Esempi:

  • Si sono mangiati molti wurst a Berlino = Molti wurst sono stati mangiati a Berlino (da noi)


I connettivi testuali sono paragonabili a ponti che uniscono tra loro frasi, periodi, paragrafi. Sono avverbi, congiunzioni, locuzioni avverbiali, complementi o anche intere frasi che connettono una parte di testo alla successiva ( frasi, periodi, paragrafi) mostrando il rapporto logico che esiste tra di loro. Attenzione! Non sempre i connettivi sono presenti nel testo, a volte una parte di testo è unita ad un’altra da un legame logico sottinteso.

Ecco l’elenco dei connettivi più in uso:

connettivi temporali: indicano ordine cronologico
  • anteriorità: prima, in precedenza, qualche giorno fa, allora, anticamente, una volta, a quei tempi, proprio allora
  • contemporaneità: ora, adesso, mentre, nel frattempo, intanto che, a questo punto, in questo momento, in questo istante.
  • posteriorità: alla fine, successivamente, dopo molto tempo, dopo vario anni, poi, in seguito, quindi.
connettivi spaziali: indicano i rapporti spaziali secondo cui sono costruite le descrizioni o si sviluppano le azioni
  • dove, lì, là, sopra, sotto, verso, in direzione di, a destra, a sinistra, fino a , all’interno, all’esterno.
connettivi logico-causali: indicano una successione
  • in cui la causa precede l’effetto: ne deriva che, di conseguenza, quindi, dunque, pertanto, perciò, da ciò si deduce che, così che
  • o l’effetto precede la causa: dato che, siccome, poiché, perché, dal momento che

connettivi prescrittivi: indicano l’ordine rigorosamente bloccato delle azioni da compiere
  • prima di tutto, innanzitutto, in primo luogo, poi, in secondo luogo, in terzo luogo ecc, infine, in sintesi, in conclusione, insomma, dunque.
connettivi d’importanza: indicano l’importanza delle varie informazioni e stabiliscono tra esse una gerarchia
  • in primo luogo, anzitutto, prima di tutto, a questo punto, inoltre, si aggiunga il fatto che, oltre a questo, oltre a ciò, oltre a quanto è stato detto, poi, infine, non ci resta che, e, anche, pure, nello stesso modo, comincerò.
connettivi di spiegazione: introducono una spiegazione o un’esemplificazione
  • cioè, infatti, ad esempio, in altre parole, per quanto riguarda, tra l’altro, in sintesi
connettivi di opposizione: introducono un’opposizione a quanto si è detto prima
  • ma, invece, ciononostante, malgrado ciò, tuttavia, pure, nondimeno, eppure, mentre, al contrario

connettivi di ipotesi:
  • se è vero che, ammettendo che, nel caso in cui, partendo dal presupposto che, ipoteticamente, poniamo il caso che
anche i due punti hanno la funzione di un connettivo: stanno al posto di cioè, infatti, ad esempio, introducono la causa o la conseguenza di un fatto.

Trapassato remoto

L'indicativo trapassato remoto è un tempo composto che descrive uno stato fatto in sé concluso e anteriore ad altri, per lo più espressi al passato remoto. Si tratta dunque di un tempo "relativo", che normalmente compare in frasi subordinate:
Quando ebbe udito l'assordante fragore, Etelredo brandì la lancia.
Appena ebbi veduto i nuovi disegni, m'imbestialii.

 

Nel sistema dei tempi verbali, la funzione del trapassato remoto si è quasi annullata: esso è ormai impiegato unicamente nello scritto formale e letterario, e può essere sempre sostituito dal passato remoto (Quando udì l'assordante fragore, Etelredo brandì la lancia. Appena vidi i nuovi disegni, m'imbestialii).

Questo tempo è in disuso nel passivo (forme come fui stato mandato, pur teoricamente corrette, suonano sgrammaticate) e nella coniugazione del verbo essere (fu stato, foste stati).


Esercitiamoci!

venerdì 20 giugno 2014

Verbi retti da preposizioni

 

Verbi che reggono la preposizione:

  • riuscire a: Non riesco ad addormentarmi
  • continuare a: Luca continua a studiare
  • partecipare a: Non ho partecipato a quella riunione
  • pensare a: Penso spesso a te
  • iniziare a: Abbiamo iniziato a chiacchierare cinque minuti fa
  • cominciare a: Ho cominciato a studiare l’italiano a maggio
  • mettersi a: Luigi si è messo a studiare seriamente
  • provare a: Voglio provare a fare questo test di italiano
  • restare a: Dai Carlo, resta a mangiare con noi!
  • sbrigarsi a: Sbrigati a vestirti, siamo già in ritardo!
  • rimanere a: Rimani a farmi compagnia questa sera?
  • mandare a: La mamma mi ha mandato a prendere il latte
  • imparare a: Dopo molto tempo, ho imparato a sciare
  • abituarsi a: Devo abituarmi a fare colazione alle otto

  • approfittare di: Approfitta dell'occasione
  • dispiacere di: Mi dispiace di dovere ascoltare questo
  • sapere di: Sa di essere il più intelligente
  • parere di: Pare di sì
  • finire di: Luigi ha finito di fare i compiti molto tardi
  • smettere di: Mio padre ha smesso di lavorare a sessant’anni
  • terminare di: Giorgio ha terminato di studiare tre anni fa
  • accontentarsi di: Per il momento, mi accontento di questo

  • allontanarsi da: Si è allontanato dalla città
  • copiare da: L'ho copiato da questo libro
  • distinguere da: Io mi voglio distinguere da tutti voi
  • dipendere da: Dipende da te decidere quante informazioni vuoi condividere su Facebook
  • pretendere da:  Che cosa si può pretendere da un mondo in cui quasi tutti vivono soltanto perché non hanno il coraggio di suicidarsi! (Arthur Schopenhauer)
  • tradurre da: tradurre dall'inglese all'italiano
  • escludere da: questo prodotto è escluso da qualsiasi sconto


  • contare su: Contiamo su di te
  • leggere su: L'ho letto su questa rivista
  • giurare su: Non giurare su niente

  • pregare per: Pregate per noi
  • dare... per Il risultato, ormai, si può dare per sicuro
Verbi che reggono la preposizione di davanti all'infinito.
  • chiedere: Ti chiedo di non fare questo
  • proibire: Mi hanno proibito di entrare
  • pensare: Penso di uscire domani
  • dire: Mi hanno detto di non comprare il giornale
  • decidere: Ho deciso di rimanere in Italia
  • augurare: Ti auguro di passare un buon fine settimana
  • cercare: Cerca di capirmi
  • accorgersi: Avevo bevuto troppo e non mi sono accorto di avere esagerato
  • dimenticarsi: Alberto si è dimenticato di comprare il pane
  • ricordarsi: Ti sei ricordato di chiudere le finestre?
  • evitare: Il ladro scappò ed evitò così di finire in carcere
  • sperare: Spero di vederti presto
  • temere: L’Italia temeva di perdere la partita contro la Croazia

Verbi che non reggono la preposizione:
  • cambiare: L'anno venturo cambierò macchina
  • sposare: Anna ha sposato Luca
Verbi con doppia reggenza:
  • ringraziare: Ti ringrazio di/per essere venuto
  • scusarsi: Mi scuso di/per non essere intervenuto
  • servire: Questo strumento serve a/per misurare la pressione
  • dispiacere: Mi dispiace di/per aver causato problemi

 

Uso dell'imperfetto e del passato prossimo

L'imperfetto viene usato per descrivere azioni passate imperfettive, in corso di svolgimento, non interrotte né inscritte in uno spazio temporale definito.

Situazione durativa, descrittiva. Esempi:

  • Il castello era antico e ben conservato
Azione abituale, ripetitiva. Esempi:
  • Da bambino andavo sempre al mare a Senigallia
È il tempo utilizzato per le descrizioni di persone, situazioni, per delineare lo sfondo di una storia.



Il passato prossimo, invece, viene utilizzato per azioni compiute nel passato con effetti nel presente o per azioni definite improvvise che interrompono azioni durative.

Azione compiuta nel passato con effetti nel presente Esempi:
  • Per pranzo ho mangiato una frittata (e adesso sono sazio).
Azione definita improvvisa che interrompe un'azione durativa. Esempi:
  • Guardavo la tv quando il telefono ha squillato.
  • Mentre cenavamo è arrivato Luca.
NB: spesso mentre è seguito dall'imperfetto, quando dal passato prossimo.



Ripassiamo la morfologia dell'indicativo imperfetto:




L'imperfetto viene usato per descrivere azioni passate imperfettive, in corso di svolgimento, non interrotte né inscritte in uno spazio temporale definito.

Situazione durativa, descrittiva. Esempi:
  • Il castello era antico e ben conservato
Azione abituale, ripetitiva. Esempi:
  • Da bambino andavo sempre al mare a Senigallia
È il tempo utilizzato per le descrizioni di persone, situazioni, per delineare lo sfondo di una storia.



Il passato prossimo, invece, viene utilizzato per azioni compiute nel passato con effetti nel presente o per azioni definite improvvise che interrompono azioni durative.


Azione compiuta nel passato con effetti nel presente Esempi:
  • Per pranzo ho mangiato una frittata (e adesso sono sazio).
Azione definita improvvisa che interrompe un'azione durativa. Esempi:
  • Guardavo la tv quando il telefono ha squillato.
  • Mentre cenavamo è arrivato Luca.
NB: spesso mentre è seguito dall'imperfetto, quando dal passato prossimo.




Schema di uso dei tempi passati nelle narrazioni

Imperfetto Eravamo seduti a tavola e mangiavamo tranquillamente. Descrizione della situazione
Passato prossimo All'improvviso ha suonato il campanello, abbiamo aperto e Luca è entrato pieno di regali. Evento che cambia la situazione e che, nella narrazione, porta avanti il racconto.
Imperfetto Tutti erano felicissimi di vederlo. Descrizione delle sensazioni provocate del nuovo evento, commento.



sabato 14 giugno 2014

Dal discorso diretto al discorso indiretto

 

Come si trasforma una frase dal discorso diretto al discorso indiretto?


  1. Quando il verbo della frase principale è al presente o al futuro al discorso diretto, il tempo del verbo nella frase dipendente non cambia. Soltanto cambia la persona passando da un discorso all'altro.

    • Giuseppe dice: «Andiamo al mare.» (discorso diretto)
    • Giuseppe dice che vanno al mare. (discorso indiretto)
    • Anna probabilmente dirà: «Tutto andrà bene!» (discorso diretto)
    • Anna probabilmente dirà che tutto andrà bene. (discorso indiretto)
    • Le ragazze dicono: «Abbiamo fatto i compiti.» (discorso diretto) 
    • Le ragazze dicono che hanno fatto i compiti. (discorso indiretto)


  2. Quando il verbo della frase principale è al passato al discorso diretto, cambia il tempo verbale e anche la persona quando si fa la trasformazione al discorso indiretto.

    • Piero ha detto: «Non mi piace questo posto.» (discorso diretto)
    • Piero ha detto che non gli piaceva quel posto. (discorso indiretto)
    • Giorgio ha risposto: «Non dirò niente a Laura.» (discorso diretto)
    • Giorgio ha risposto che non avrebbe detto niente a Laura. (discorso indiretto)
    • Anna disse: «Ho comprato una nuova maglietta» (discorso diretto)
    • Anna disse che aveva comprato una nuova maglietta. (discorso indiretto)




giovedì 12 giugno 2014

Come si usa la particella NE?

 

 
La particella ne può fungere da complemento di moto da luogo.

  • Arrivai a Roma il mattino e ne ripartii la sera. 
  • Non posso venire con te alla stazione perché ne vengo or ora. 
  • Siete andati al cinema? Sì, ne veniamo proprio ora.. 
  • Sono stato da Piero, ma me ne sono andato subito.



La particella ne può fungere da complemento di specificazione.
  • Luigi mi ha parlato di voi. Me ne ha parlato.
  • Ho cambiato la macchina e Carla non se ne è ancora accorta.
  • Ho letto l'articolo e ora ne faccio un riassunto.
  • Luigi e Carlo hanno discusso a lungo sulle varie teorie degli atomi. Sì, ne hanno discusso a lungo



La particella ne può fungere da complemento partitivo.
  • - Ti piace questa torta?
    - Sì, ne mangerei volentieri due fette.
  • - Conosci le mie amiche svedesi?
    Ne conosco solo due.
  • - Quanti libri hai letto in inglese?
    Ne ho letti pochi.




Impariamo italiano!