domenica 26 gennaio 2020



La locuzione valere la pena di deriva dal francese valoir la peine de e assume il significato di "convenire, tener conto di una cosa per dedicarvi un po’ di fatica o di attenzione".
  • Allora Guglielmo decise che valeva la pena di non dargli respiro. 
  • Valeva proprio la pena di visitare quella città. 
  • Non vale la pena di prendersela tanto. 
  • Un romanzo che vale la pena di leggere. 

Quando è necessario esprimere il soggetto, si può ricorrere al costrutto esplicito vale la pena che + congiuntivo:
  • Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?
  • Non vale la pena che tu venga fin qui.

martedì 21 gennaio 2020




Il termine non pleonastico indica la comparsa (facoltativa) di non in una frase senza che ne cambi il significato. Si parla di pleonasmo dato che la presenza della negazione è ritenuta superflua o al massimo giustificata da considerazioni stilistiche. Il fenomeno è chiamato anche non espletivo o non fraseologico.






Dimostri di sapere meno di quanto tu NON sappia in realtà.
Lui spende più di quanto NON guadagni.

C'è mancato poco che NON lo vedessi.
C'è mancato poco che NON mi prendesse un colpo, credimi.

A meno che NON sia gratuito, non ci andrò.
Non ti lascerò andare via senza che tu NON chieda scusa.
Verrò domani eccetto che NON piova.

NON appena avrò giustizia mi ricandiderò alle elezioni.
Ha attraversato la strada NON appena l'ho visto.

Tutto andava bene finché NON sei arrivato tu.
Ha continuato a lavorare finché NON ha fatto buio.


giovedì 31 ottobre 2019

Uso del gerundio


Il gerundio è una modo indefinito del verbo. Ha due forme, il gerundio presente ed il gerundio passato.


Costruzione del gerundio


  • are > -ando: andare > andando
  • ere > -endo: credere > credendo
  • ire > -endo: finire > finendo
Il gerundio passato si forma utilizzando le forme del gerundio presente dei verbi ausiliare più il participio passato del verbo principale:


Essendo andato Avendo creduto Avendo finito



L'uso del gerundio



In italiano incontriamo il gerundio nella cosiddetta forma progressiva, ovvero nella costruzione stare + gerundio, corrispondente all'inglese -ing form (I am doing something).


La forma progressiva dà un'idea di durata, di un'azione osservata nel momento del suo svolgimento:

  • Che cosa stai facendo?
  • Sto preparando la cena
La forma progressiva può essere anche utilizzata al passato, usando stare all'imperfetto:

  • Che cosa stavi facendo quando ti ho telefonato? Stavo litigando con mia moglie (la stessa idea di durata può essere espressa dall'imperfetto: che cosa facevi quando ti ho telefonato? - Litigavo con mia moglie.)




Il gerundio, tuttavia, viene anche utilizzato da solo col valore di una frase dipendente, spesso quando il soggetto della dipendente e della principale sono identici. Il gerundio in questi casi può avere la funzione di una frase dipendente:


Temporale
Andando a casa ho incontrato Luca = mentre andavo a casa ho incontrato Luca.


Condizionale
Facendo più sport, vi sentirete più in forma = se fate più sport, vi sentirete più in forma.


Modale
Prendendo l'autobus ci vogliono dieci minuti = In autobus ci vogliono dieci minuti.


Causale (spesso utilizzando il gerundio passato)
Avendo vissuto un anno a Roma, parla italiano perfettamente = Poiché ha vissuto un anno a Roma parla italiano perfettamente.

Concessiva (introdotta da "pur")
Pur avendo pochi soldi è andato un mese in vacanza alle Canarie = Anche se ha pochi soldi è andato un mese in vacanza alle Canarie.

 

Come per le altre forme indefinite del verbo, i pronomi atoni, ci e ne seguono il gerundio. Esempi:

  • Devi parlare con Luca. Parlandoci, capirai i suoi problemi.
  • Maria non sopportava Anna. Incontrandola per strada, cambiava sempre direzione.
Quando i soggetti sono diversi il soggetto del gerundio segue il verbo. Esempi:

  • Essendo l'inglese la lingua più utilizzata nel mondo, i bambini la dovrebbero imparare già alle elementari.

mercoledì 7 agosto 2019

Avverbi di frequenza

Non ho MAI letto questo libro. (never)
Non dorme QUASI MAI a casa la notte. (hardly ever)
Gianni è stato invitato da tutti RARAMENTE. (rarely/seldom)
Dovresti passare a trovarmi OGNI TANTO. (occasionally)
QUALCHE VOLTA anche tu sbagli. (sometimes)
DI QUANDO IN QUANDO si sente qualche piccolo terremoto. (now and then)


DI SOLITO vado in vacanza con Giovanna. (usually)
PER LO PIÙ trascorro le mie vacanze al mare. (mostly)
NORMALMENTE mio marito torna a casa prima di me. (normally)
Le accade SPESSO di svenire. (often)
Mi accade SOVENTE di essere raffreddato. (frequently)
Lei rimane a letto QUASI SEMPRE la domenica mattina. (almost always)
Mi alzo SEMPRE alle sette. (always)

domenica 21 luglio 2019



Le proposizioni interrogative indirette sono proposizioni subordinate che esprimono un dubbio o una domanda in forma indiretta, cioè senza il punto di domanda e senza l'intonazione interrogativa.

Nelle proposizioni interrogative indirette introdotte dalla congiunzione SE  è possibile adoperare sia l’indicativo sia il congiuntivo.



Esempi di proposizioni interrogative indirette:


  1. L'insegnante di tedesco mi chiese se avevo/avessi studiato per il compito.
  2. Stefania mi ha chiesto che cosa volevo/volessi fare oggi.
  3. Non sapeva più se te l’avevo/avessi detto ieri.

venerdì 12 luglio 2019

La congiunzione SIA... SIA

 

 

La congiunzione correlativa SIA... SIA ha il significato di TANTO... QUANTO:

Ci sono sia mele sia pesche.
Vivono al mare, sia d'estate sia d'inverno.
Sto bene
sia in città sia in campagna.
Fa bello sia al mare sia in montagna.
Sono simpatiche sia Gemma sia Anna.
Sia vero sia falso, per me non cambia nulla.
Possiamo andare sia al mare sia in montagna.
Voglio sia la marmellata di pesche sia quella di arance.
Sta cercando sia di lavorare lì sia di aiutare la madre col negozio.


La congiunzione correlativa SIA CHE... SIA CHE si usa tra proposizioni dipendenti condizionali con il verbo al congiuntivo:

Sia che tu venga da solo, sia che tu venga con loro, non mi cambia niente.
Sia che partiate, sia che restiate, per me fa lo stesso.
A me non importa nulla, sia che venga lui, sia che venga un altro.
Lo farà comunque, sia che vi piaccia, sia che non vi piaccia.

mercoledì 10 luglio 2019

Plurali con doppia forma

 

 

Alcuni sostantivi maschili in -o, oltre al plurale regolare in -i, di genere maschile, ne hanno un altro in -a, di genere femminile. Pubblichiamo qui di seguito i più comuni:


Singolare Plurale
braccio

 
I bracci del Danubio.
I bracci della bilancia.
I bracci della croce.

Le braccia del corpo umano
budello
 
I budelli del centro storico.

Le budella del pollo, del maiale.
calcagno
 
Quando alzavo i calcagni, mi lanzavano pietre contro.

Avere qualcuno alle calcagna.
cervello I cervelli più famosi al mondo.

Farsi saltare le cervella.
ciglio I cigli della strada.

Le ciglia degli occhi.
corno I corni della luna. I corni dell'orchestra. I corni del dilemma.

Il cervo ha un paio di corna ramificate.
cuoio I cuoi prodotti in Toscana sono molto pregiati.

Ha tirato le cuoia.
dito I diti mignoli.Versami due diti di vino.

Le dita di una mano.
filo I fili d'erba. I fili dell'alta tensione.
I fili di lana.

Le fila del discorso. Le fila della storia. Le fila del complotto.


fondamento I fondamenti della civiltà. I fondamenti della scienza.

Le fondamenta della casa. Le fondamenta di una chiesa.
gesto I gesti degli italiani.

Le gesta di Giulio Cesare.
grido I gridi dei gabbiani. I gridi dei rapaci.

Le grida della folla. Non sentivano le nostre grida d'aiuto.
labbro Il medico ha suturato i labbri della ferita.
I labbri di un recipiente di terracotta.

Un bacio sulle labbra.
lenzuolo Ho comprato due lenzuoli.
Un mucchio di lenzuoli da stendere.

Mi piace stare tra le lenzuola.
membro I membri dell'associazione.
I membri del Senato.
I membri della famiglia.

Ha le membra indolenzite.
muro I muri portanti.
I muri di collegamento.

Le mura della città.
osso Gli ossi del femore. Ossi di seppia.

Mi fanno male le ossa.
urlo Gli urli delle fiere.

Sapessi che urla terribili sa lanciare mio fratello
Impariamo italiano!