giovedì 25 settembre 2014

Impiego del si passivante

 

Si con valore passivante

La particella pronominale si ricorre non solo nella forma riflessiva del verbo ma anche in altri casi.
Per esempio, nella frase:

Si udirono voci confuse.

La particella si non vuol dire sé, se stessi e neppure tra loro, l'un l'altro. Si udirono non è quindi un verbo riflessivo, ma equivale a furono udite, cioè a un passivo. In questi casi il si è chiamato si passivante perché dà al verbo attivo che accompagna il valore passivo.

Esempi di frasi con il Si con valore passivante.

  • Si balla il liscio.
  • Si vende villa in periferia.
  • Si comprano francobolli.
  • Si sono scoperti nuovi medicinali.
  • Da Manfredonia si possono vedere le isole Tremiti.



Costruzioni col si
  • In Grecia si mangia il soulaki
Quando la frase è senza oggetto diretto espresso parliamo propriamente di si
impersonale:
  • Qui si parla italiano
  • Qui si mangia bene
Quando il verbo della frase è transitivo e ha il complemento oggetto espresso la frase è in
realtà una frase passiva; in questo caso parliamo di si passivante:
  • In Italia si mangia molta pasta (frase passiva corrispondente: In Italia viene mangiata molta pasta)
Un’altra differenza; il si impersonale ha sempre il verbo alla terza persona singolare:
  • In Italia si mangia bene
  • In Grecia si spende poco


Al contrario il si passivante ha il verbo alla terza persona singolare se il sostantivo a cui si riferisce è singolare, alla terza plurale se il sostantivo a cui si riferisce è plurale:
  • In Italia si mangia molta pasta
  • In Italia si mangiano molti spaghetti
  • In Alto Adige si parlano sia l'italiano che il tedesco.
  • In quel concessionario si vendono 20 automobili al giorno.
  • Le vendite si registrano su questo libro.
  • In questo club si deve mettere la cravatta.
Italiano neostandard

Italiano dell'uso medio o italiano neostandard



L’indicativo trapassato prossimo è un tempo composto che descrive uno stato/fatto anteriore ad altri, già collocati nel passato.
In genere lo stato o l’evento anteriori sono esplicitati da una preposizione reggente che può presentare tutti i tempi del passato, a eccezione del trapassato remoto:
  • il passato remoto: S’imbufalì perché gli avevano consegnato dei disegni orribili;
  • il passato prossimo: Ho raccolto in fretta le sue carte lo avevano convocato in prefettura;
  • il presente storico: Si siede e mangia con gusto l’uva che aveva raccolto all’alba;
  • l’imperfetto: Da bambino piangevi se non avevi risolto il problema primo degli altri.


Si osservi che il trapassato prossimo può sostituire l’imperfetto conativo (Per poco non mi era venuto addosso) e l’imperfetto di modestia (Avevo telefonato per farle un salutino) se l’azione si riferisce al passato.


Come si forma il trapassato prossimo?



Esercizi: 12 - 3

Uso del futuro anteriore

 

L'indicativo futuro anteriore è un tempo composto che descrive uno stato/fatto collocato nel futuro, ma anteriore a un altro.



Per sua natura, il futuro anteriore è dunque un tempo "relativo", il cui valore non è determinato tanto dal momento dell'enunciazione quanto dal rapporto con un altro futuro; per questo, normalmente, compare in frasi subordinate:

Quando avrò finito questa brioche, mi sorbirò il cappuccino.
Se poi Giulio avrà optato per il Canada, allora in Irlanda ci andrò da solo.


Questo tempo è generalmente sentito come "prezioso" e il suo impiego è limitato. Specialmente nella lingua parlata, esso subisce la concorrenza del presente (Se ti metti l'amministrazione contro, non avrai l'appalto) e del passato prossimo (Dopo che se n0è andato, ti telefonerò). Tuttavia, il futuro anteriore è usato di norma quando un evento venga rappresentato come necessario affinché ne accada un altro:
Quando avrà messo la testa a partito, ne riparleremo.
Se invece i nostri avversari saranno rimasti sordi alle istanze del paese, allora andremo al muro contro muro.
Il futuro anteriore può essere impiegato in frasi indipendenti quando abbia i seguenti valori, propri anche dell'indicativo futuro semplice:
  • dubitativo (Avrà saputo darle l'affetto che lei cercava?),
  • concessivo (Avrà anche molestato un collega, ma rimane un'ottima bibliotecaria),
  • epistemico (A quell'ora sarà stato al bagno turco).


lunedì 8 settembre 2014

La forma spersonalizzante

LA FORMA SPERSONALIZZANTE
Forma riflessiva: Maria si trucca
Forma non riflessiva: L’estetista trucca la cliente  

La forma riflessiva descrive un’azione del soggetto su se stesso 
Si dice che sarà un’estate molto afosa. La gente dice che…  
La forma con il si spersonalizzante permette di non indicare un soggetto preciso. 
Il si corrisponde ad un soggetto generico come la gente, qualcuno, le persone


LE REGOLE…
Si spersonalizzante + tempo compostoAusiliare essere Si è fatta mezzanotte e sono andata a letto
Si spersonalizzante + verbo (no oggetto diretto) - Verbo alla 3ª pers. sing. In questa stanza si studia bene - Part. passato in –o con ausiliare avere Se non si è mangiato abbastanza, non si può fare attività fisica (mangiare ha l’ausiliare avere) - Part. pass. in –i con ausiliare essere Se si è arrivati in ritardo, bisogna scusarsi (arrivare ha l’ausiliare essere)
Si spersonalizzante + verbo + oggetto direttoIl verbo concorda con l’oggetto diretto (anche il participio pass.) - In quel locale si può ascoltare buona musica - In Italia si mangiano tanti chili di pasta (oggetto plurale-verbo plurale) - In classe si è fatta molta confusione (participio pass. femminile sing.)
Si spersonalizzante + verbo + aggettivoAggettivo in –i Quando si è affamati bisogna fare una pausa
Si spersonalizzante + verbo + part. Passato (costruzione passiva) Aggettivo in –i Se si è stati avvisati in tempo è difficile dire che non si è fatto il lavoro
Si riflessivo+ Si spersonalizzante + verbo Pronome doppio ci si + verbo Mi piace la domenica perché ci si alza tardi


venerdì 29 agosto 2014

Le congiunzioni


Le congiunzioni sono parti invariabili del discorso che servono a collegare in modo logico due parole, gruppi di parole o intere frasi. Si distinguono in subordinanti e coordinanti.

Le congiunzioni subordinanti collegano due frasi creando un rapporto di dipendenza tra una frase che prende il nome di reggente e una che prende il nome di dipendente o subordinata. Esse si dividono in:




dichiarative: che, come…
causali: dal momento che, perché…
finali: che, perché, affinché…
modali: come, se, quasi, comunque…
consecutive: tanto che…
concessive: sebbene, nonostante…
comparative: tanto…quanto, così…come…
condizionali: se, ove, qualora…
avversative: mentre, quando, laddove…
interrogative: se, quando, come…
limitative: tranne che, forse…
esclusive: senza, senza che…



Le congiunzioni coordinanti stabiliscono rapporti di parità tra parole o frasi. Esse si dividono in: copulative: e, anche, pure, oltre…
disgiuntive: o, oppure, altrimenti…
avversative: o, tuttavia, bensì…
conclusive: quindi, perciò, dunque…
dichiarative: infatti, ossia, cioè…
correlative: e…e, sia…sia, ne…ne, così…come, tanto…quanto.

martedì 19 agosto 2014

Come si forma il discorso indiretto?

 

 
Per passare dal discorso diretto al discorso indiretto si devono fare alcuni cambiamenti:

  • si tolgono le virgolette e i due punti;
  • quando il verbo della frase reggente è al presente o al futuro non si fa nessun cambiamento nei tempi quando si passa dal discorso diretto al discorso indiretto:

    Cinzia dice: "cammino per due ore" -> Cinzia dice che cammina per due ore;
    Cinzia dice: "camminai per due ore" -> Cinzia dice che camminò per due ore;
    Cinzia dice: "camminerò per due ore" -> Cinzia dice che camminerà per due ore;
    Cinzia dirà: "cammino per due ore" -> Cinzia dirà che cammina per due ore.
  • quando il verbo della frase reggente è al passato, per passare dal discorso diretto al discorso indiretto si fa un cambiamento nel verbo della proposizione dipendente:
  •  se il verbo della frase dipendente è al presente, il presente diventa imperfetto:

    Giorgio disse (verbo della fra reggente al passato): "non voglio studiare" (verbo della dipendente al presente) -> Giorgio disse che non voleva studiare (verbo della dipendente all’imperfetto);
  • se il verbo della frase dipendente è al futuro,  il futuro diventa condizionale passato:

    Giorgio disse: "tra una settima andrò in vacanza" -> Giorgio disse che dopo una settimana sarebbe andato in vacanza;
  • se il verbo della frase dipendente è al passato, il passato diventa trapassato:

    Giorgio disse: "sono andato al mare" -> Giorgio disse che era andato al mare.
  • i pronomi personali e possessivi di prima e seconda persona diventano di terza persona;
  • le forme verbali di prima e seconda persona diventano di terza persona:

    Stefania dice a Cinzia: "io vorrei una gonna come la tua" -> Stefania dice a Cinzia che lei vorrebbe una gonna come la sua.
  • Possono essere necessari altri cambiamenti nei dimostrativi e in altre espressioni per collocare le frasi nello spazio e nel tempo:

    • questo diventa -> quello;
    • qui diventa -> lì;
    • ora diventa -> allora;
    • oggi diventa -> quel giorno;
    • ieri diventa -> il giorno prima;
    • domani diventa -> il giorno dopo o l'indomani.

      Stefania disse: "domani voglio andare al cinema" -> Laura disse che il giorno dopo voleva andare al cinema.
  • Quando la frase è al presente, la trasformazione degli indicatori temporali (ora, oggi, ieri, ecc.) non è necessaria:

    Stefania dice "ora ho voglia di andare al cinema" -> Stefania dice che ora ha voglia di andare al cinema.
Impariamo italiano!